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Agricoltura, deficit idrologico per scarse piogge    

Il clima torrido ha causato il calo della produzione viticola

 
     

ROMA (7 novembre 2007) - «Il mese di ottobre è stato caratterizzato da una stabilità meteorologica che non ha permesso il ripristino della già deficitaria situazione  idrologica dei principali fiumi e invasi d’Italia». Questi i principali aspetti emersi dal rapporto realizzato dall’Inea (Istituto nazionale di economia agraria) sull’andamento della stagione irrigua in Italia centro settentrionale nel mese di ottobre. Le limitate precipitazioni, riscontrate per buona parte del mese, hanno creato qualche apprensione per la buona riuscita delle semine dei cereali autunno-vernini, data l’eccessiva aridità dei suoli che, nelle fasi di germinazione del seme, possono produrre conseguenze sulla futura crescita delle giovani plantule.

Bacini a secco
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La situazione idrologica dei principali fiumi e laghi centro settentrionali (laghi Maggiore, Como, Iseo e Idro) è apparsa deficitaria anche ad ottobre: «L’analisi dei dati idrologici del Po, nell’area della Pianura Padana (monitorato in alcune stazioni idrometriche dell’Emilia Romana e del Piemonte) – si legge nel rapporto – ha messo in evidenza un trend dei livelli e delle portate ancora in diminuzione, a causa delle limitate precipitazioni registrate nel corso di questo mese». Anche negli altri bacini nazionali le scarse precipitazioni hanno ridotto i livelli e le portate: per il fiume Magra, tali valori sono risultati prossimi a quelli minimi storici, per l’Arno e il Tevere le altezze idrometriche sono risultate ancora piuttosto ridotte. Per quanto riguarda la stagione irrigua il rapporto rileva come «nel corso del mese di ottobre le irrigazioni sono state sospese ovunque, ad esclusione di alcune aree dove si praticano coltivazioni sotto serra e arboree come l’actinidia». Con riferimento ai risultati produttivi di alcune colture è stato segnalato «il particolare andamento climatico che ha caratterizzato tutto il ciclo vegetativo della vite, ha fatto registrare un calo rispetto allo scorso anno, non solo in Italia, ma anche in altri Paesi dell’Unione europea». Per il mais invece, le prime stime a livello nazionale, vedono un aumento della produzione totale, rispetto all’annata 2006, anche se in alcune aree del Nord Ovest le produzioni sono diminuite. Anche per l’olivo, ormai in fase di raccolta delle drupe in tutti gli areali italiani, l’andamento climatico estivo caratterizzato da caldo e siccità, ha comportato una riduzione della produzione rispetto all’annata precedente.

 

 

 
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