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Terreni agricoli, invariati i canoni degli affitti |
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Secondo i dati Inea nel 2006 i prezzi sono rimasti fermi |
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ROMA (28 novembre 2007) - Invariati i canoni degli affitti dei terreni nel 2006. Ad annunciarlo è l’Inea (Istituto nazionale di economia agraria), a seguito di un’indagine sul mercato fondiario. «Il mercato – riferiscono dall’Istituto – ha evidenziato una discreta attività e un livello dei canoni sostanzialmente invariato, sebbene gli operatori segnalino situazioni regionali molto differenziate». La riforma della Pac viene indicata come il fattore determinante delle attuali condizioni di mercato, senza dimenticare il peso che la congiuntura dei mercati agricoli e gli esiti produttivi continuano ad avere sul livello dei canoni e sull’interesse delle controparti a stipulare nuovi contratti. «Il nuovo regime di disaccoppiamento ha comportato |
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| una decisa segmentazione del mercato degli affitti – sottolinea una nota dell’Inea –. I terreni dotati di titolo valgono mediamente dai 150 ai 300 euro per ettaro in più rispetto a terreni simili ma senza titolo di aiuto. Gli operatori sembrano concordi nel ritenere che una parte consistente dell’attività di scambio nel mercato degli affitti, soprattutto nelle regioni meridionali, sia dovuta al tentativo di accoppiare i titoli posseduti da imprenditori senza sufficienti superfici a terreni eleggibili ma per i quali i proprietari non possiedono titoli da esercitare». Il nuovo meccanismo del disaccoppiamento ha avuto il pregio «di incentivare ulteriormente la stipula di contratti regolari anche in regioni, come quelle meridionali, dove tradizionalmente si utilizzavano accordi verbali». I contraenti scelgono gli accordi in deroga che garantiscono una ragionevole autonomia contrattuale con l’assistenza delle associazioni sindacali e rappresentano ormai la stragrande maggioranza dei nuovi contratti stipulati. La durata media varia da 2 a 5 anni, con una certa tendenza a ridurre il più possibile la validità dei contratti in essere. Infine, secondo le stime dell’Istat, riferite al 2005, la superficie coltivata in affitto è pari a 3.271.000 ettari, in riduzione rispetto al 2003 del 26%. «La contrazione dell’affitto nel 2005 – spiegano i funzionari Inea – potrebbe essere legata all’introduzione del disaccoppiamento che avrebbe indotto molti proprietari a gestire in proprio il terreno». Il nuovo meccanismo dei titoli di aiuto, infatti, potrebbe indurre un simile comportamento, anche se altri fattori possono agire in senso inverso. L’analisi a livello regionale evidenzia che la superficie in affitto è diffusa nelle regioni del Nord (35%), con punte superiori al 40% in Lombardia, Valle d’Aosta, Friuli e Piemonte, e risulta scarsamente diffusa nel Mezzogiorno e nelle Isole (15%). «Sembrano essere soprattutto queste ultime regioni – conclude la nota Inea – a risentire in modo particolare della recente contrazione della superficie in affitto, confermando una tendenza che si è consolidata nel tempo». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||