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Prezzo dei cereali alle stelle |
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I pastai propongono l'abolizione della tassa sull'importazione |
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ROMA (30 luglio 2007) – L’associazione industriali mugnai e pastai (Italmopa) chiede l’abolizione della tassa per l’importazione dei cereali per fronteggiare il caro prezzi di pasta (+35%), pane e dolci (+15%). Ivano Vacondio, presidente dell’associazione, sollecita i ministri dell’Agricoltura Paolo De Castro e delle Politiche Comunitarie Emma Bonino, ad intervenire in Commissione Agricoltura a Bruxelles per eliminare la tassa per l'importazione dei cereali. Vacondio si dice pronto a costituire un fronte comune con i colleghi spagnoli, anche loro gravati dal peso delle tasse sulle importazioni: «Italia e Spagna sono gli unici Paesi europei costretti ad importare i cereali e quindi più penalizzati dalle tasse, oggi 90 euro alla tonnellata – continua il presidente –. L’Italia importa 7 milioni di tonnellate di grano, a fronte di una produzione nazionale di 6,5 milioni di tonnellate». Secondo gli industriali del settore, anche se a livello mondiale il trend delle produzioni di cereali è in crescita (+2%-3%), le produzioni non saranno sufficienti, sembra inevitabile, quindi, un rincaro dei prodotti finiti. L’aumento dei prezzi della farina di grano duro |
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farà aumentare del 15% anche pane, derivati e prodotti dolciari, anche perché non sono soltanto gli sfarinati ad aver innestato la marcia di una rivalutazione commerciale, ma anche burro, latte e latte in polvere. Intanto, la Coldiretti difende a spada tratta i biocarburanti. Secondo l’organizzazione degli agricoltori “in Europa i rincari dei prezzi al consumo degli alimenti non possono essere attribuiti allo sviluppo dei biocarburanti con l’utilizzo a fini energetici dei prodotti agricoli comunitari”.
Questa affermazione è supportata da uno studio della Commissione Europea sull’impatto sui mercati alimentari e non alimentari dell’Ue e sul mercato mondiale, sull’applicazione dell’obiettivo minimo del 10% di biocarburanti nel consumo totale di carburanti nel settore trasporti dell’Ue per il 2020. “Dal rapporto – sottolinea la Coldiretti – emerge che la produzione di bioenergia rappresenta una delle maggiori opportunità per l’agricoltura comunitaria e che il tasso di incorporazione del 10%, fissato come obiettivo dalla Commissione Europea, potrebbe garantire una via sostenibile nel fornire all’Ue carburanti rinnovabili per il trasporto senza compromettere il mercato alimentare e mangimistico domestico e quello non alimentare. Un fatto che – conclude la Coldiretti – rende evidente l'inconsistenza degli allarmi lanciati in Italia dove peraltro si registrano pesanti ritardi nello sviluppo di energie alternative provenienti dalle coltivazioni agricole nazionali e, ad oggi, non c’è neanche l’ombra di biocarburanti nei distributori nonostante gli obiettivi fissati dalla finanziaria, che prevede che i biocarburanti come il biodiesel o il bietanolo ottenuti dalle coltivazioni agricole debbano essere distribuiti in Italia nel 2007 in una quota minima dell’1% di tutto il carburante (benzina e gasolio) immesso in consumo”. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||