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TUTELA  
Dop in vista per la Vastedda del Belice    

Fissata per il 20 luglio la riunione di pubblico accertamento

 
   
6 luglio 2007    

PALERMO – L’ultima parola verrà pronunciata venerdì 20. Solo dopo la riunione di pubblico accertamento, infatti, si saprà se la Vastedda della valle del Belìce merita o meno la Dop, ossia Denominazione d’origine protetta. Nel corso della riunione verrà data lettura del disciplinare di produzione, già disponibile sul sito www.consorziovastedda.it, così da permettere alle autorità del Mipaaf di verificare la rispondenza della disciplina proposta agli usi leali e costanti previsti dal regolamento 510 del 2006. La zona geografica di allevamento degli ovini, di produzione del latte, di trasformazione e di confezionamento della Vastedda della

vastedda del belice  
valle del Belìce Dop, è compresa nell’ambito dei territori amministrativi dei comunidi Caltabellotta, Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce e Sciacca in provincia di Agrigento; Calatafimi, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa e Vita in provincia di Trapani; Contessa Entellina e Bisacquino, in provincia di Palermo. Si tratta di un formaggio ottenuto mediante il particolare processo di lavorazione che prevede l’impiego del latte ovino intero, crudo, ad acidità naturale di fermentazione, prodotto da pecore di razza Valle del Belìce, provenienti da allevamenti ubicati nella zona di produzione e lavorato con le attrezzature storiche.
 
   
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