ROMA – Mentre gli Stati Uniti riscoprono l’Ogm, in Italia parte la filiera del biodiesel. In particolare, secondo uno studio condotto dall’Università di Santa Clara, in California, insieme al National center for ecological analysis and synthesis (Nceas) dell’Università della California e all’organizzazione per la tutela ambientale The Nature Conservancy di Seattle, il cotone e il mais geneticamente modificati per resistere agli insetti hanno un migliore impatto sulla biodiversità rispetto alle varietà tradizionali trattate con agrofarmaci. Il team di ricerca ha rivelato, inoltre, che insetti utili quali coccinelle, lombrichi e api sono più numerosi nei campi geneticamente modificati rispetto ai campi tradizionali, nei quali per contrastare gli insetti nocivi è necessario ricorrere a prodotti insetticidi.
E intanto in Italia è partita la filiera del biodiesel. Quest’anno sono stati coltivati oltre 45 mila ettari di colture oleaginose dedicate alla filiera biocarburanti. Le scelte produttive evidenziano un orientamento prevalenteverso il girasole (oltre 22 mila ettari), seguito dalla soia energetica, e per questo primo raccolto un significativo impegno degli agri-
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