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Forum con Napolitano sui grandi temi dell’agricoltura |
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È la prima tappa di un percorso istituzionale che porterà nella primavera 2008 |
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| 19 luglio 2007 | ||
ROMA – Competitività e affermazione internazionale dell’agroalimentare made in Italy, sviluppo economico e valorizzazione dei territori. Sono questi alcuni dei temi affrontati oggi in Campidoglio, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso dell’incontro “Agricoltura, istituzioni e società”, il primo dei tre forum istituzionali che si terranno in preparazione della Conferenza nazionale dell’agricoltura prevista per la primavera del 2008. «È un grande momento istituzionale e di confronto sui temi dell’agricoltura – sottolinea il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro –. La presenza del presidente della Repubblica sancisce e rafforza il rapporto delle istituzioni e della società con un settore che è attore primario dell’economia del nostro Paese e protagonista di un ruolo nuovo. |
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L’agricoltura, infatti, è espressione del forte legame con i territori ed è chiamata a essere sempre più protagonista consapevole e attiva della tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, promotrice di una oculata gestione delle acque e di un contributo indispensabile sulle energie rinnovabili e sui cambiamenti climatici». Il ministro ha poi sottolineato la necessità di rafforzare gli aspetti legati all’agricoltura e all’agroalimentare come «la sicurezza degli alimenti, la valorizzazione della qualità e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari italiani all’estero». L’incontro di oggi ha rappresentato, per De Castro, una occasione per fornire alcuni dati sul peso che l’agricoltura italiana ha per il nostro Paese: «Basti pensare – ha detto – che dall’agricoltura deriva il 2,5% del Pil, ma se aggiungiamo l’agroalimentare e la lavorazione dei prodotti raggiungiamo il 18%, un quinto del Pil nazionale». Nel rapporto presentato dalla fondazione Symbola si evidenzia, inoltre, che con il 46,1% del Prodotto interno qualità (Piq) l’agricoltura conquista il posto d’onore, dopo il commercio, nella speciale classifica che misura la qualità della crescita nelle diverse accezioni (legame con il territorio, valorizzazione risorse umane, innovazione, posizionamento e competitività). Un risultato, quest’ultimo, ottenuto grazie all’impegno di quasi un milione di imprese agricole presenti in Italia, le quali curano un territorio di quasi 15 milioni di ettari, che rappresenta quasi la metà dell’intera superficie nazionale. Coldiretti. Difendere i primati dell’agroalimentare made in Italy. È questo l’obiettivo individuato dalla Coldiretti che oggi, al Forum dell’agricoltura, ha snocciolato dati e andamento della produzione italiana. «Il made in Italy – ha affermato il presidente dell’associazione Sergio Marini – rappresenta circa il 15% del Pil, secondo solo al comparto manifatturiero, ma esprime anche i livelli qualitativi più elevati». «Una conferma – continua – è data dal rapporto presentato dalla fondazione Symbola, nel quale si evidenzia che con il 46,1% del Prodotto interno qualità (Piq) l’agricoltura conquista il posto d’onore, dopo il commercio, nella speciale classifica che misura la qualità della crescita nelle diverse accezioni come il legame con il territorio, la valorizzazione risorse umane, l’innovazione, la posizionamento e la competitività». Una attività che ha consentito di raggiungere primati quantitativi con l’agricoltura italiana che in Europa è il primo produttore di riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi e il secondo produttore di fiori, uova, pollame, vini e mosti. «L’agricoltura italiana – ha riferito l’organizzazione dei coltivatori – ha fatto la scelta di una campagna libera da organismi geneticamente modificati e ha conquistato la leadership europea nel biologico. In Italia si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell’Ue superando il milione di ettari (1.067.101,66 ettari) con 49.859 imprese agricole». Per quanto riguarda la leadership europea nei prodotti tipici, sono 159 i prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti da Bruxelles, 107 Dop e 52 Igp. «Sono 484 – ha precisato la Coldiretti – i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (Igt), che costituiscono oltre il 60% della produzione vinicola nazionale». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||