«L’accordo – ha commentato La Via – risponde ad un triplice obiettivo: innanzitutto permetterà ai produttori di ottenere una maggiore remunerazione del prodotto; in secondo luogo consentirà di garantire alle industrie di trasformazione una certezza negli approvvigionamenti; da ultimo potrà contribuire ad assicurare maggiore chiarezza e trasparenza in un mercato dopo un lungo periodo d’ombra».
La remunerazione del latte intero e refrigerato a +4°C, franco stabilimento provinciale dell’industria più vicino alla zona di raccolta, prevista dall’accordo è superiore alla media dei prezzi registrati nella precedente campagna del 7-8%. La validità dell’accordo, però, è subordinato al rispetto di precise regole: il latte conferito non dovrà soltanto rispettare determinati parametri qualitativi, come ad esempio il livello di carica batterica o di cellule somatiche o ancora la percentuale di grasso e proteine (elementi questi che saranno alla base di un sistema di pagamenti differenziati), ma anche dei parametri quantitativi. Le cooperative di raccolta dovranno assicurare alle industrie conferimenti minimi pari ad almeno l’87% rispetto alle quantità previste dai contratti stipulati nel corso della precedente campagna: ciò dovrebbe consentire una maggiore stabilità al sistema ed una maggiore sicurezza perle industrie che dovrebbero così soddisfare la propria domanda. L’attività finalizzata alla valorizzazione del comparto non si esaurisce comunque nell’accordo che, pur coinvolgendo il 75% del comparto produttivo, rappresenta piuttosto la prima tappa di un percorso che porterà, presumibilmente entro la fine del mese, a definire anche il prezzo “alla stalla” e, nel prossimo futuro, all’attuazione di una serie di attività promozionali, da concordare con le associazioni di categoria. |
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