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RILANCIO  

La nuova “vita” della Cantina Kaggio

   
L’azienda confiscata alla mafia diverrà un centro sperimentale per i vini di qualità  
   

PALERMO (25 luglio 2007) - La cantina sociale Kaggio di Monreale (Palermo), confiscata a Salvatore Riina e Bernardo Brusca, diventerà un centro per la sperimentazione dei vini di qualità con la supervisione dei tecnici dell’Istituto regionale per la vite e il vino. La decisione è stata presa al termine di un incontro tra Nino Iannazzo, sindaco di Corleone e presidente del Consorzio Sviluppo e legalità, e Gianmaria Sparma, direttore dell’Irvv.
L’obiettivo è salvare la cantina dallo stato di abbandono in cui si trova e trasformarla in una struttura produttiva per il territorio, a servizio delle numerose

Botti di vino  

cooperative agricole che gestiscono i terreni confiscati a Cosa nostra nel vastissimo comprensorio.Dopo gli interventi dello scorso anno, che ammontano a oltre 750 mila euro per le opere di recinzione e di messa in sicurezza dell’intero impianto, adesso la cantina potrà essere trasformata in un centro sperimentale per i vini di qualità e per lo stoccaggio delle uve prodotte nei campi sequestrati ai boss mafiosi.

 
   
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