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Il futuro si veste di agroenergia  

De Castro: il governo sbloccherà gli indennizzi per calamità

 
     
11 luglio 2007
   

PALERMO - “Gli enti locali stilino l’elenco dei danni e adottino tutte le procedure di loro competenza. Il governo attiverà poi l’iter per sbloccare gli indennizzi per le calamità pregresse che hanno distrutto negli scorsi anni gran parte del raccolto siciliano”. A rassicurare gli agricoltori dell’Isola, che hanno subito danni dopo il gran caldo del mese scorso, è stato il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, che oggi ha partecipato a Palermo a un convegno sulle agroenergie, promosso dalla Uil del settore agricolo

Convegno 11/07  
Uila e Uimec (nella foto, un momento della manifestazione).
“Comuni, province e Regione – ha aggiunto – stimino i danni dell’agricoltura e applichino la legge 185 sugli aiuti alle imprese colpite da eventi calamitosi eccezionali. Il Governo, da parte sua, sarà vicino con l’approvazione dello stato di calamità, così da abbreviare i tempi degli indennizzi”. L’incontro di Palermo è servito a fare il punto sul tema dei biocarburanti e, in generale, dell’energia da biomassa. Il punto di partenza della giornata di lavori è stata una analisi delle Nazioni Unite secondo cui il cambiamento climatico in atto è per circa il 90% causato dalle attività umane. “Negli ultimi 12 anni – ha detto Tiziana Bocchi, segretaria nazionale Uila – undici sono stati i più caldi nella storia della meteorologia dal 1850. La concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica è giunta negli ultimi 200 anni al livello record di 280 parti per milione, che rappresenta il livello più alto mai registrato”. Ed ecco che i biocarburanti potrebbero essere una risposta alle emergenze. Anche all’emergenza lavoro visto che uno studio nazionale indica che investendo in questo settore si potrebbero creare trentamila i posti. “L’agroenergia – ha detto De Castro – rappresenta un’occasione di sviluppo per la nostra agricoltura, ma non può essere l’unica risposta ai problemi dell’agricoltura. L’Italia ha nella qualità del patrimonio enogastronomico le risposte per lo sviluppo. Speriamo con gli incentivi previsti nella finanziaria 2007, e che saranno confermati nella prossima, di potere arrivare a 700-800 mila ettari coltivati ad agroenergie, per recuperare alcune parti del territorio inutilizzate”. Ma se da un lato i biocarburanti non potranno mai essere il futuro dell’agricoltura, che resta legato all’alimentazione, durante il convegno si è parlato dell’opportunità di sviluppare una filiera agroenergetica anche in Sicilia. Una linea condivisa anche dall’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, che individua nelle agro-energie «potenzialità rilevanti, perchè si può puntare su quei territori lasciati inutilizzati, per effetto della riforma della politica agricola comunitaria, e che non conviene più destinare a produzioni agricole di tipo tradizionale. Attraverso le nuove energie ci saranno nuove opportunità di coltivazione, di reddito e di occupazione”.
 
   
   
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