Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Psr 2007-2013, la Sicilia punta sui giovani

 

Per gli under 40 premi e contributi fino al 60% dell'investimento

 
     
di Annalisa Ricciardi    
   

PALERMO (18 dicembre 2007) - «L’agricoltura siciliana punta sempre più sui giovani». È questo il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via, nell’ambito del simposio sulla Pac e lo sviluppo rurale organizzato da Euromed Carrefour Sicilia a Palermo. Il nuovo Piano di sviluppo rurale 2007-2013 della Regione Siciliana, che aspetta l’ultimo ok da Bruxelles proprio in questi giorni, prevede infatti che i siciliani entro i 40 anni, che vogliano cimentarsi nell’attività agricola siano sostenuti con un premio da 40 mila euro e un contributo del 50% dell’investimento iniziale che deve essere compreso fra gli 80 mila e i 500 mila euro. Un contributo che può arrivare al 60% se l’attività verrà sviluppata in

Psr 2007-2013, la Sicilia punta sui giovani
.
 
 
 
 
 
 
 

aree considerate svantaggiate. «Oltre a rilanciare le prospettive di mercato e a incentivare la tutela dell’ambiente – spiega Dario Cartabellotta, direttore del dipartimento Interventi infrastrutturali – vogliamo anche puntare alla riscoperta del nostro territorio, in linea con le sfide lanciate dalla strategia di Lisbona». «Col Psr – prosegue Cartabellotta – si vuole dare una offerta per i siciliani, affinché diventino dei consumatori dello spazio rurale». Situazione più problematica quella che Cosmin Salasan, docente e ricercatore presso la facoltà di management in agricoltura dell’università di Banat (Timisoara), descrive per la Romania. Un Paese in cui l’80% della superficie è destinata ad attività agricole, in cui si contano oltre 1,5 milioni di aziende di dimensioni comprese tra uno e cinque ettari. Per il docente uno dei maggiori problemi è legato all’analfabetismo dei contadini e alla conseguente difficoltà da parte del governo a renderli, come accade negli altri Stati Ue, custodi del territorio e dell’ambiente. Di formazione permanente sul territorio hanno bisogno invece le zone rurali della Spagna, e più precisamente la provincia di Maestrazgo. Un’area in cui la ruralità è caratterizzata da una bassissima densità abitativa: poco più di tre abitanti per chilometro quadrato. «È qui che oggi occorre investire sull’agroalimentare e sul turismo – sottolinea Javier Oquendo, presidente dell’associazione di sviluppo del Maestrazgo – cercando di creare delle professionalità in questo ambito, in cui attualmente c’è molta improvvisazione, e puntando sull’associazionismo come motore di sviluppo». E per aiutare lo sviluppo rurale in Lettonia ecco che nasce la Cooperation council of farmers organization, di supporto all’attività dei Gal. Su infrastrutture, qualità agroalimentare e risorse umane si basa invece la strategia di sviluppo rurale in Alentejo, la provincia più povera del Portogallo, «in cui il business – precisa Ricardo Fereira, docente di economia e politica agraria al politecnico di Portalegre – non è fatto da grandi imprese ma da pmi». Proprio sulla competitività delle aziende, in Bulgaria hanno deciso di destinare circa il 40% delle risorse della nuova programmazione. «Si tratta di oltre un miliardo di euro che – dice Nedka Ivanova, docente all’università di Sofia – basterà solo ad uscire dalla situazione critica in cui si trova la nostra ruralità». Sull’ambiente (Asse 2), invece, in Slovacchia il governo ha deciso di destinare quasi il 50% delle risorse del piano nazionale sullo sviluppo rurale.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana