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Fao, il 2008 sarà l’anno della patata

 

Nei paesi in via di sviluppo il consumo è raddoppiato negli ultimi 40 anni

 
   

ROMA (27 dicembre 2007) - Il 2008 sarà l’anno internazionale della patata. Ricalcando quanto già fatto quest’anno per l’acqua, la Fao, l’agenzia Onu che si occupa di cibo e alimentazione, ha programmato una serie di iniziative per favorire la diffusione del prezioso tubero in tutto il mondo. Sul suo sito la Fao spiega che la proclamazione dell’«anno internazionale» servirà ad «approfondire la comprensione del ruolo della patata nell’agricoltura mondiale, nell’economia e nella sicurezza alimentare globale», anche in vista dell’aumento della popolazione mondiale di oltre 100 milioni di persone all’anno nei prossimi vent’anni. «Più del 95% della crescita riguarderà le regioni in via di sviluppo dove la pressione

Patate
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antropica su risorse come la terra e l’acqua è già intensa – spiegano dalla Fao – e le patate rappresentano un elemento importante in questo contesto». Diffuse da circa 8000 anni nelle Ande, furono portate in Europa dagli spagnoli nel XVI secolo e presto si diffusero in tutto il globo, tanto che oggi, secondo i dati diffusi dall’organizzazione, la coltivazione si estende per 195 mila chilometri quadrati, dalla Cina all’India, dalle zone equatoriali alle steppe dell’Ucraina. Il tubero della patata rappresenta la quarta coltura più diffusa al mondo, con una produzione che nel 2006 ha raggiunto i 315 milioni di tonnellate, di cui oltre la metà in Paesi in via di sviluppo (Pvs). Un prodotto che può giocare un ruolo chiave nelle strategie contro la fame nel mondo. La patata, infatti, sintetizza rapidamente più elementi nutritivi e in meno superficie rispetto alle altre colture. Inoltre la parte edibile rappresenta oltre l’85% della pianta, contro il 50% dei cereali. Ricca di carboidrati, ha un elevato contenuto di proteine (2,1% sul prodotto fresco) e contiene, in ogni tubero, la metà della dose giornaliera raccomandata di vitamina C e un quinto di quella di potassio. Infine, la produzione di patata nel mondo è cresciuta con una media annuale del 4,5% negli ultimi dieci anni e ha superato la crescita in produzione di molte delle maggiori commodities nei Pvs, in particolare in Asia. Mentre in Europa il consumo di patata è diminuito, nelle regioni in via di sviluppo è cresciuto da meno di 10 chili a persona nel 1961 a circa 22 chili nel 2003. «Consumi che rappresentano ancora meno di un quarto di quelli dell’Europa – concludono dalla Fao – ma che si prevede cresceranno ulteriormente nel futuro».

 

 

 
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