suo – la consegna di prodotti come il latte, la farina e gli ortofrutticoli sarà fortemente a rischio». Di conseguenza la Confederazione italiana agricoltori in una nota invita «a una pronta soluzione che ristabilisca una situazione di normalità».
In seguito alla serrata dei Tir, l’Unione nazionale avicoltura esprime in una nota la propria preoccupazione «per le conseguenze negative del blocco sulla fornitura di carni fresche di pollame e uova verso gli impianti di macellazione e di confezionamento, che in caso di mancata consegna saranno costretti già da domani mattina a bloccare le loro attività». L’Una sottolinea, inoltre, «il grave problema relativo agli automezzi che trasportano animali vivi e mangimi, nonché le relative ripercussioni negative sul benessere degli animali». Per queste ragioni nella nota si chiede che «la riunione in programma per domani al ministero dei Trasporti, venga anticipata al più tardi alla serata odierna, in modo da verificare le condizioni per una sospensione della manifestazione di protesta, così da consentire il rifornimento dei punti vendita e l’alimentazione degli animali».
Coldiretti, invece, sottolinea come «migliaia di tonnellate di frutta e verdura rischino di marcire nei campi, nei magazzini o nei mercati generali completamente bloccati dallo sciopero dei trasporti che impedisce anche ai prodotti alimentari di essere distribuiti sul mercato». Ad essere particolarmente danneggiati sono i prodotti più deperibili come il latte da mungere e consegnare quotidianamente, ma la preoccupazione, secondo Coldiretti, riguarda tutti gli alimenti e se il fermo si protrarrà a lungo «a rischio c’è anche la distribuzione delle specialità tradizionali del Natale».
«Non possiamo tollerare azioni contro l’agricoltura siciliana con proteste che si trasformano in guerre tra poveri. Comprendiamo le ragioni di fondo, ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai manifestanti per le giuste rivendicazioni sindacali, ma non possiamo accettare le conseguenze di questa agitazione».
Questa l'opinione della sezione regionale della Sicilia della Coldiretti sullo sciopero dei tir che rischia di mettere in ginocchio migliaia di aziende agricole. «Occorre – continua in una nota l'organizzazione agricola – un intervento immediato del Governo nazionale che allerti la protezione civile e, se occorre, l’esercito per garantire il trasporto delle merci deperibili. Questa volta – conclude la Coldiretti siciliana – non bisogna aspettare che migliaia di imprenditori agricoli e consumatori paghino per gli scioperi perché è ancora aperta la ferita economica inferta all’Isola durante quello di alcuni anni fa». Intanto i dirigenti provinciali dell'organizzazione agricola incontreranno stasera a Ragusa i rappresentanti delle cooperative per conoscere quali e quanti danni sono già quantificabili, ad esempio, a Pachino, dove gli ortaggi raccolti oggi rischiano di essere buttati. «Il trasporto gommato è indispensabile per il settore agricolo siciliano – conclude l’organizzazione –. Ci sono contratti con la grande distribuzione organizzata che vanno onorati e, se non si provvede subito si infliggerà un altro duro colpo a tutti i comparti, compreso quello zootecnico. A questo si aggiunge anche la speculazione dei prezzi di cui si vedono già gli effetti».
Anche dal mondo dei sindacati arriva il commento negativo al fermo degli autotrasportatori. «In questo particolare periodo dell’anno, in cui si registra una ripresa dei consumi alimentari dovuta alle festività natalizie – dice Paolo Bruni, presidente del Coordinamento delle centrali agricole ed agroalimentari (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital e Ascat Unci) –, il blocco degli autotrasportatori rappresenta un serio danno all’economia dell’intero settore agroalimentare». «Pur comprendendo le ragioni del mondo dell’autotrasporto – conclude Bruni – si deve tener conto delle ripercussioni che tale protesta può generare sul nostro comparto. Auspico, quindi che domani, in occasione della convocazione delle parti al ministero dei Trasporti, si possa arrivare a un accordo per la categoria».