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Fao, il bio non basta serve anche la chimica |
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Dopo le affermazioni del direttore generale Diouf scoppia la polemica |
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ROMA (14 dicembre 2007) – Le sostanze chimiche come elementi indispensabili per combattere la fame nel mondo. È questo il messaggio lanciato dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, secondo il quale l’agricoltura biologica, che bandisce l’impiego di tutti i prodotti chimici, non può sostituire i sistemi agricoli tradizionali e garantire al contempo la sicurezza alimentare del mondo. «Dobbiamo utilizzare l’agricoltura biologica e incoraggiarla – spiega Diouf –. Essa produce alimenti salutari e nutrienti, e rappresenta una crescente fonte di reddito sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo. Ma non è possibile dar da mangiare a sei miliardi di persone oggi, che diventeranno nove miliardi nel 2050, |
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| facendo a meno di un impiego prudente di input chimici». Nel 2005 sono stati circa 31 milioni gli ettari coltivati organicamente, equivalenti a circa il 2% dell’agricoltura mondiale per un giro d’affari che ha raggiunto i 24 miliardi di dollari negli Stati Uniti, in Europa, in Canada e in Asia. Secondo l’agenzia che lotta contro la fame nel mondo, il potenziale di un’agricoltura priva di pesticidi è ancora lontano dal poter garantire, a livello mondiale, un’alimentazione sufficiente. Ciò dipende dai grandi investimenti e dai know-how specifici che gli agricoltori devono sostenere per adeguarsi ai rigorosi standard di coltivazione e di qualità previsti da un sistema fondato interamente sull’agricoltura biologica. «Un uso prudente di input chimici, in particolare i fertilizzanti – aggiunge Diouf – potrebbe aiutare notevolmente a incrementare la produzione alimentare nell’Africa sub-sahariana, dove gli agricoltori usano meno di un decimo dei fertilizzanti impiegati dai loro colleghi asiatici». Ma la chimica, come precisa il dg della Fao, «va usata con molta attenzione attraverso una scelta consapevole dei prodotti, delle giuste quantità e un corretto utilizzo». Diouf sostiene che esistono però delle alternative: sistemi come la lotta biologica integrata e l’agricoltura di conservazione possono ridurre, infatti, l’uso di pesticidi del 50% nel caso del cotone e del 100% nel caso del riso. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||