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Mercati contadini, più di 100 attivi già dal 2008

 

Risparmio, qualità e freschezza dei prodotti sono gli obiettivi della vendita diretta

 
   

ROMA (6 dicembre 2007) – Vendita diretta? Arriva il decreto che regolamenta i mercatini degli agricoltori. I risultati attesi dallo sviluppo dei mercatini per la vendita diretta sono di oltre 100 mercati attivi entro il 2008 con circa 2.000 imprese agricole coinvolte per arrivare, nel 2010, all’obiettivo di 500 mercati attivi sul territorio nazionale, una vera e propria rete, con il coinvolgimento di 8.000 imprese arrivando a promuovere la commercializzazione di almeno 150 milioni di produzione agricola. A pochi giorni dall’entrata in vigore, il ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, illustra così la normativa relativa all’istituzione dei farmer markets. «Un’opportunità in più per gli agricoltori e per i cittadini  che

Mercati contadini
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richiedono di acquistare direttamente i prodotti del territorio – sottolinea De Castro – accorciando la filiera: modo per avere vantaggi pratici per il consumatore che potrà avere convenienza e la garanzia di prodotti di assoluta freschezza». La Finanziaria del 2007 ha già dato una accelerazione allo  sviluppo della vendita diretta in Italia, innalzando i limiti  economici per la vendita diretta a 160.000 euro per il singolo agricoltore e a 4 milioni per le società. Il decreto De Castro per la vendita diretta definisce gli standard dei mercati (soggetti ammessi, requisiti, ubicazione); raccorda la normativa di riferimento e le competenze con il ruolo centrale dei Comuni come dimostra l’intesa istituzionale con l’Associazione nazionale dei comuni italiani siglata in seguito all’approvazione del decreto dalle Conferenze Stato–Città e Stato–Regioni. Inoltre, si identificano le modalità di vendita dei prodotti agricoli, vengono definite le modalità di autorizzazione e riconoscimento. Il ministro delle Politiche agricole precisa, inoltre, come non si voglia rendere l’agricoltore un commerciante, ma «permettergli di vendere solo i prodotti del proprio territorio all’interno di quella stessa area, affinché sia il territorio il primo a beneficiare della vendita diretta». Con questo decreto flessibile, che permette la gestione logistica e temporale diversificata, «si fissano finalmente le linee guida per tutto il territorio nazionale e si forniscono alle amministrazioni comunali chiamate a rilasciare le autorizzazioni, indicazioni chiare e uniformi».

 

 

 
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