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Annuario Istat, meno fertilizzanti in agricoltura  

Sono le regioni del Nord Italia a utilizzarne di più (60%)

 
   

ROMA (12 dicembre 2007) - Si è interrotta nel 2005 la crescita dei fertilizzanti distribuiti in Italia per uso agricolo. È quanto emerge dall’analisi generale dell’Istat che nel periodo 15 ottobre 2005-30 gennaio 2006 ha realizzato un’indagine campionaria sulle produzioni delle aziende agricole nel italiane. Lo studio è stato condotto sulla base del “campo di osservazione Ue”, un parametro che comprende le aziende con superficie agricola utilizzata uguale o superiore a un ettaro, nonché le aziende esclusivamente zootecniche, le forestali-zootecniche e quelle con Superficie agricola utilizzata inferiore a un ettaro purché aventi una produzione commercializzata annua di almeno 2.500 euro. Rispetto al 2004 gli esperti

Fertilizzanti
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dell’Istituto di statistica hanno rilevato una diminuzione di 2,6 milioni di quintali (-4,8%) dei formulati distribuiti, scesi da 53,6 a 51,0 milioni di quintali. In generale, i dati Istat mettono in evidenza come l’entrata in vigore della nuova Politica agricola comunitaria si rifletta considerevolmente sulla distribuzione e, quindi, sull’impiego dei fertilizzanti. Sotto il profilo territoriale, il 59,5% della distribuzione nazionale di fitofarmaci si concentra al Nord, il 15,3% al Centro e il restante 25,2% nel Mezzogiorno. In particolare, nelle regioni settentrionali risulta immesso al consumo il 55,2% dei concimi, il 73,9% degli ammendanti e l’87,1% dei correttivi. Le regioni più interessate alla distribuzione dei fertilizzanti sono Veneto e Lombardia che assorbono, rispettivamente, il 17,1% e il 16,8% della distribuzione nazionale. Nel Centro e nel Mezzogiorno si segnalano Toscana e Puglia, dove s’immette al consumo, rispettivamente, il 4,7% e il 7,9 % del quantitativo complessivo distribuito. Anche i principi attivi contenuti nei preparati immessi al consumo registrano una variazione in aumento passando dagli 843 mila quintali del 2004 agli 851 mila quintali del 2005 (+0,9%). A fronte dell’incremento dei principi attivi e dei formulati che li contengono si rileva una diminuzione della concentrazione media delle sostanze attive contenute nei prodotti fitosanitari, che passa dal 54,6 al 54,4% nei due anni posti a confronto. Fra i principi attivi, i fungicidi rappresentano il 63,2% del totale, gli insetticidi e acaricidi il 13,4 %, gli erbicidi il 10,8%, i vari il 12,4% e i biologici lo 0,2%. In riferimento alla classe di tossicità, il 4,7% dei prodotti fitoiatrici risulta molto tossico o tossico, il 13,9% nocivo, mentre il restante 81,4% viene definito non classificabile. L’aumento delle quantità distribuite riguarda sia i prodotti nocivi sia quelli non classificabili che, nel 2005, registrano rispettivamente un incremento del 6,1 e dell’1,5% rispetto all’anno precedente. In calo, invece, i formulati tossici e molto tossici (-12,7%). La quantità dei principi attivi consentiti in agricoltura biologica e contenuti nei prodotti fitosanitari (pari al 58,9% delle sostanze attive totali) mostra un incremento percentuale maggiore (+1,1%) rispetto a quello conseguito dai principi attivi in complesso (+0,9%). Il 46,9% dei prodotti viene distribuito nel Nord, il 12,7% nel Centro e il 40,4% nel Mezzogiorno.

 

 

 
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