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Import-export, missione brasiliana per De Castro

 

Il ministro ha discusso con il collega carioca su carni e agroenergia

 
   

ROMA (5 dicembre 2007) – L’Italia è uno dei Paesi più aperti agli scambi commerciali con il Brasile, sia nel contesto europeo sia nell’ambito del Wto. Ora però l’Italia punta a diventare partner privilegiato di questa grande nazione. A darne notizia è il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, nel conrso di un incontro con il ministro brasiliano dell’Agricoltura, allevamento e approvvigionamento, Reinhold Stephanes. Al centro della missione di De Castro, il rafforzamento dei rapporti fra Italia e Brasile e un forte impulso alla cooperazione nei settori agroalimentare, agroindustriale e dei biocombustibili. In particolare, a tenere banco nei colloqui con le autorità brasiliane sono stati i temi

Bresaola
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dell’import-export di carni e insaccati, le agroenergie, la pesca e il commercio di macchinari agricoli. Per quanto riguarda gli insaccati e le carni suine e bovine l’Italia punta a sbloccare le sue esportazioni di carni, ancora ferme a causa di emergenze sanitarie ormai superate. A tal proposito il ministro italiano ha rassicurato le autorità brasiliane sui rischi di peste suina e Bse, pericoli che hanno finora motivato il blocco dei nostri prodotti alle frontiere brasiliane, ma oggi inesistenti. Significativo da questo punto di vista il caso della bresaola, prodotta con carni brasiliane, ma off-limits sui mercati del Paese sudamericano. «L’Italia – ricorda De Castro – è un ottimo importatore di prodotti dal Brasile, soprattutto cereali: ora ci auguriamo che al nostro interesse per questo Paese corrisponda una maggiore apertura del nostro partner commerciale. Vanno infatti superate le difficoltà di accesso al mercato brasiliano che ancora riguardano il settore agroalimentare italiano». Infine, le agroenergie. Il Brasile si avvia a diventare una grande potenza agricola ed un mercato di riferimento per i biocombustibili. Dunque, come ha spiegato il ministro italiano, diviene «strategico pianificare un accordo che preveda, per l’Italia, l’approvvigionamento dal Brasile di agroenergie (a partire dal bioetanolo) e, per il Brasile, l’acquisto di tecnologie, macchine agricole e prodotti alimentari italiani». Ci sono, infatti, spazi rilevanti di penetrazione dell’industria meccanica italiana in Brasile. «Il primo passo verso l’accordo – conclude De Castro – potrebbe essere la costituzione di un tavolo tecnico per discutere di politiche di promozione, incentivazione e sviluppo in fatto di biocarburanti».

 

 

 
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