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Finanziaria 2008, troppi oneri burocratici su agricoltura

 

Il presidente della Cia, Politi, scrive ai ministri De Castro e Visco

 
   

ROMA (6 dicembre 2007) - «L’appesantimento degli oneri burocratici a carico delle piccole imprese agricole previsto dalla Finanziaria 2008, rischia di provocare danni gravi di ordine economico e sociale e deve essere pertanto tempestivamente eliminato». A sostenerlo, in una lettera al ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, e al viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, è il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Giuseppe Politi. Oggetto della missiva è l’emendamento della Finanziaria secondo cui i piccoli produttori, per un volume di affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti “agricoli per definizione”, dovranno comunicare all’agenzia delle Entrate

Azienda agricola
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l’ammontare delle operazioni effettuate nell’anno precedente. Per Politi «si tratta di una misura anacronistica, che mette a rischio la competitività delle imprese senza apportare benefici di alcun genere». Questo il motivo per cui il presidente della Cia ha sollecitato «un tempestivo intervento per abrogare l’intera disposizione».

 

 

 
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