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Termini Imerese, riapre la ex Emmegi

 

Il governatore Cuffaro: «Sicilia terra di opportunità»

 
   

TERMINI IMERESE (12 dicembre 2007) – «La ripresa della produzione alla Ciprogest, l’ex Emmegi del gruppo Parmalat, è la dimostrazione più lampante che le posizioni assunte, durante la vertenza, dalla presidenza della Regione Siciliana sono state sempre consapevoli, responsabili e, alla fine, vincenti». Ad affermarlo è Salvatore Cianciolo, responsabile della task force per l’occupazione della Regione, in occasione della riapertura dello stabilimento che la Ciprogest ha rilevato dalla Parmalat e salvato dalla definitiva chiusura, scongiurando il licenziamento degli 80 dipendenti. Cianciolo, su mandato del governatore Cuffaro, ha guidato la trattativa per la cessione dello stabilimento termitano alla cordata di imprenditori siciliani e

Agrumi
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per la ripresa della produzione dopo quasi quattro anni. All’avvio della produzione, stamani, erano presenti anche gli assessori regionali all’Agricoltura, Giovanni La Via, e all’Industria, Giovanna Candura.
«È la dimostrazione – osserva il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro - che la Sicilia è una terra di opportunità per chi vuol mettere a frutto una valida idea imprenditoriale, in linea con le vocazioni del territorio e del suo tessuto industriale. Vuol dire che ci sono le condizioni per far tornare quei cervelli che hanno dovuto emigrare. Tre talenti siciliani, cresciuti professionalmente all’estero, riportano nella nostra regione le capacità manageriali acquisite e importanti rapporti di collaborazione con note università statunitensi».
Per l’assessore La Via, invece, la ripresa dell’attività della Ciprogest «segna una fase importante del rilancio strategico della filiera agrumicola nella quale c’è la necessità di soggetti in grado di valorizzare i sottoprodotti ad alto valore aggiunto che possano remunerare adeguatamente anche i produttori».
Giovanna Caldura, assessore all’Industria sostiene che «è importante il fatto che imprenditori siciliani abbiano creduto allo sviluppo di un’idea produttiva in Sicilia puntando sull’innovazione tecnologica».
«Aver messo insieme centinaia di produttori attorno a una idea imprenditoriale, sintetizzato in un piano industriale credibile e affidabile – afferma Ciacnciolo – è un grande risultato che ci ha, fra l’altro, consentito di scongiurare la revoca di un finanziamento europeo di 9 milioni di euro». «Oggi – aggiunge – festeggiamo il recupero di un impianto industriale all’avanguardia e la salvaguardia di decine di posti di lavoro, dando uno sbocco di mercato a una delle vocazioni specifiche della nostra agricoltura, quella legata alla produzione di agrumi. La Regione, dopo aver gestito le trattative che hanno reso possibile questa giornata, creando una filiera produttiva che ha coinvolto le associazioni degli agrumicoltori, è pronta a continuare a fare la sua parte per agevolare la crescita di questa industria sul mercato. In primo luogo, sostenendo gli investimenti per il risparmio energetico che costituiscono una voce importante del piano triennale di rilancio della Ciprogest».
Fatto non secondario, secondo il responsabile della task force, è che «sono state create le premesse perché questo impianto diventi un modello, uno strumento di ricerca legato all’agroalimentare».
Il management della Ciprogest è composto da giovani siciliani che hanno lavorato in importanti multinazionali, tornati nell’isola per investire non soltanto i capitali ma anche il patrimonio di esperienze e relazioni maturati in questi anni.
Lo stabilimento, che sotto la gestione Parmalat realizzava succhi di arance rosse, diversificherà la produzione, lavorando anche arance bionde e limoni per immettere sui mercati internazionali, con il marchio “O Biolla” succhi e prodotti nutrizionali e terapeutici, sviluppando anche il settore della ricerca e processi produttivi innovativi, con un forte sviluppo del biologico, con la consulenza dei strutture universitarie americane.
La Ciprogest, che vede nella sua compagine societaria anche i produttori di arance e la multinazionale Brexam, ha sottoscritto contratti con i produttori per la fornitura di 40.000 tonnellate di agrumi e, per la commercializzazione dei prodotti, un’alleanza con un distributore Usa e con Parmalat.

 

 

 
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