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Consumi, crollo per pane e pasta

 

E a dicembre diminuisce la fiducia dei consumatori

 
   

ROMA (20 dicembre 2007) - Calo record nei consumi di pane con una riduzione in quantità del 7% mentre si riducono sostanzialmente anche quelli di pasta di semola che fanno registrare una riduzione del 3,9%. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta in occasione della diffusione dei dati Istat sul commercio al dettaglio ad ottobre, sulla base dei acquisiti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen nei primi dieci mesi dell’anno. «Su base annua – sottolinea la Coldiretti – la quantità di pane consumato per uso domestico dagli italiani è scesa nel 2007 per la prima volta sotto il milione di tonnellate. Una riduzione certamente collegata al cambiamento degli stili di vita ma che è stata

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anche accompagnata – precisa la Coldiretti – da un progressivo aumento dei prezzi». Peraltro i prezzi di pasta e pane mostrano una grande variabilità nelle diverse città. «È evidente, perciò – sostiene la Coldiretti – che l’andamento dei prezzi al consumo dipende solo in minima parte dal prezzo del grano che è fissato su valori internazionali ed incide in misura marginale sul valore finale di vendita. Una differenza che dimostra come ­– conclude la Coldiretti – nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c’è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi».
Inoltre, in linea con la tendenza di pane e pasta, continua a scendere a dicembre la fiducia dei consumatori. È quanto rileva l’Isae nella consueta inchiesta mensile. L’indice destagionalizzato, spiega l’Istituto di studi e analisi economica, cala a 107 da 107,6 di novembre; l’indice corretto anche per i fattori erratici si porta a 107,2 (da 107,3) e quello grezzo scende da 105,9 a 105,3. «I consumatori – si legge in una nota Isae – questo mese sono più pessimisti soprattutto circa la situazione economica generale del paese (con il relativo indice che scende da 91 a 89,6) e per quanto riguarda le prospettive future (da 113,7 a 112,5); scendono comunque lievemente anche gli indicatori riferiti al quadro personale (da 115,2 a 114,9) e a quello futuro (da 99,2 a 98,8). I consumatori continuano ad essere preoccupati inoltre circa l’andamento corrente ed atteso dei prezzi, con il saldo relativo agli ultimi 12 mesi che tocca i massimi degli ultimi tre anni. L’andamento sfavorevole della fiducia si estende a tutto il territorio nazionale, con l’indice che registra una caduta più marcata nel Nord Est e nel Mezzogiorno. A peggiorare sono in genere soprattutto giudizi e previsioni sulla situazione economica generale; nel Centro si registra invece un diffuso ottimismo circa la situazione economica generale e il quadro futuro, ma peggiorano la situazione personale e quella corrente».
In controtendanza, invece, le vendite al dettaglio nel mese di ottobre che sono cresciute dello 0,4% rispetto a settembre e del 2,3% rispetto a ottobre 2006. A comunicarlo è l’Istat precisando che il dato tendenziale, appena superiore all’inflazione registrata nel mese (+2,1%) è il migliore da marzo 2007.

I prezzi medi di pane e pasta nelle diverse città (euro/kg)

Città

Pasta

Pane

Bologna

1,26

3,39

Napoli

1,11

1,88

Palermo

1,01

2,53

Roma

1,31

2,23

Milano

1,51

3,55



 

 

 
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