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Ocm vino, botta e risposta Cusumano-Castiglione

 

Il senatore dell'Udeur interpella il ministro. L'eurodeputato: «Basterebbe informarsi»

 
   

Un duro botta e risposta anima ulteriolmente il dibattito sull’Ocm vino. Se da un lato, Nuccio Cusumano, presidente della commissione Agricoltura del Senato chiede un’audizione urgente al ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, dall’altro proprio il relatore al Parlamento europeo della riforma Ocm vino, Giuseppe Castiglione, da Strasburgo replica senza mezzi termini al senatore dell’Uder: «Il presidente bianco rosso verde Cusumano, non certamente azzurro, non convochi nessuno in commissione. Basterebbe informarsi e leggere il testo approvato dalla commissione Agricoltura del Parlamento europeo». Tutto nasce da una nota diramata da Cusimano e che riportiamo. «Dopo la disastrosa proposta in

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sede europea dell’azzurro Giuseppe Castiglione che stravolge, peggiorandolo in maniera inaccettabile, il testo messo a punto a luglio dal commissario europea all’Agricoltura, Mariann Fischer Boël, sulla riforma dell’Ocm vino – afferma Cusumano – ho chiesto un’audizione urgente del ministro delle Politiche agricole, Paolo De Castro, in commissione Agricoltura al Senato, affinché si attivi per ripristinare il testo originario. La proposta di Castiglione è ancor più incomprensibile tenuto conto che egli stesso aveva condiviso il testo originario con il quale si disponeva la riduzione del vino in eccesso attraverso l’estirpazione di 200 mila ettari, ma aboliva l’arricchimento tramite zucchero ed eliminava gli aiuti ai mosti, come compensazione ai produttori del Sud Europa. Per effetto dell’iniziativa di Castiglione, invece – prosegue Cusumano - la soglia di estirpazione torna a 400 mila ettari, si reintroduce l’arricchimento delle uve e la commercializzare di vini non prodotti da uva ma da frutta in genere e si prevedono due forme di distillazione per ridurre le eccedenze. Tutto questo, sommato al fatto che dal primo gennaio 2009, sarà possibile la libera circolazione dei diritti di piantagione, che favorirà le multinazionali, secondo Cusumano, rende evidente il danno che, se tale proposta venisse recepita nella riforma, si determinerebbe nei confronti dei produttori italiani in generali e di quelli del sud e siciliani in particolare, costretti a subire, inevitabilmente, la concorrenza di vini scadenti prodotti dalle grandi multinazionali. Per questo – conclude l’esponente dei Popolari-Udeur – occorre porre rimedio, e alla svelta, a questa incredibile situazione, che per il settore vitivinicolo italiano sarebbe un vero e proprio colpo di grazia». Non si fa attendere la replica dell’azzurro Castiglione. «Vale la pena ricordare – spiega l’eurodeputato – che quel testo approvato dalla commissione agricoltura del Parlamento europeo con 32 voti su 40, prevede un programma di estirpazione volontario ridotto a soli 3 anni (anziché i 5 proposti dalla Commissione) e solo per 200 mila ettari del vigneto Europa, e non 400 mila come il senatore Cusumano afferma. Quanto alle distillazioni, non è prevista alcuna ‘distillazione per ridurre le eccedenze’, ma anzi gli emendamenti presentati dai francesi che tendevano ad una reintrodurre della distillazione di crisi sono stati rigettati su mia iniziativa. Ancora, non so dove l’on. Cusumano abbia letto di una liberalizzazione a partire dal 2009 – aggiunge Castiglione -. Nella mia relazione sicuramente no, dal momento che chiede non solo il mantenimento del sistema attuale ma addirittura che, prima procedere ad un’eventuale liberalizzazione dei diritti in futuro, la Commissione presenti una valutazione sull’impatto della riforma. Inoltre, è espressamente previsto che tale liberalizzazione non debba toccare le zone ad indicazione geografica. Quanto, infine, all’annosa questione dello zuccheraggio, se è vero che il compromesso che abbiamo adottato in commissione agricoltura lo prevede, bisogna guardare anche a come lo prevede e sopratutto a cosa è stato ottenuto in cambio. Il testo adottato non solo stabilisce una riduzione graduale delle percentuali di arricchimento ma limita la possibilità di utilizzare il saccarosio solo in casi eccezionali, conseguenti a condizioni climatiche fortemente sfavorevoli. Inoltre, a fronte dello zuccheraggio, abbiamo ottenuto il mantenimento del degli aiuti ai nostri mosti come misura orizzontale. Se pensiamo che, solo in termini di aiuto al mosto, l’Italia ha ricevuto nel 2006 dalla Comunità europea 131.1 milioni di euro su un totale della misura pari a 184.7 milioni di euro, vale a dire circa il 70% del totale della spesa, mi pare sia un risultato molto importante aver mantenuto questa misura fuori dai programmi di sostegno nazionali. Non dimentichiamo, infatti, che la proposta della Commissione europea destinava solo 186 milioni di euro all’Italia e che con questi emendamenti importanti ulteriori risorse possono essere drenate verso il nostro paese. Inoltre, proprio perchè l’allocazione finanziaria tra gli Stati membri si basava sul presupposto del divieto di zuccheraggio, abbiamo chiesto una nuova ponderazione che sia più vantaggiosa per i paesi del Mediterraneo. Chi ha la responsabilità di Governo, e tale è il presidente della commissione agricoltura del Senato Cusumano – conclude Castiglione – non faccia disinformazione e lavori per completare un lavoro che ha ridato dignità al Parlamento europeo, alla viticoltura italiana, senza scaricare  strumentalmente le responsabilità su chi ha lavorato, anche in concorso con il Governo, senza caratterizzazioni politiche, puntando al sistema Paese!».

 

 

 
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