è arrivata sui mercati (pur se per la normalità piena bisognerà attendere uno o due giorni), ha subito aumenti del tutto ingiustificati». Si tratta, in particolare, di ortaggi e verdura (insalate, spinaci, sedani, finocchi, cavolfiori), i cui prezzi sono lievitati oltre il 20%, con punte anche del 50%. Meno appariscenti, invece, gli incrementi della frutta: più 5-8%. Sono rimasti pressoché stabili i prezzi delle patate e della frutta secca, che, tuttavia, a detta della Cia, «avevano già fatto registrare sensibili aumenti, rispetto allo scorso anno, negli ultimi giorni dello scorso mese di novembre: prodotti che, invece, sui campi non sono affatto rincarati». La Confederazione italiana agricoltori, pertanto, invita il Governo affinché «si vigili e si effettuino rigorosi controlli, proprio per stroncare rincari selvaggi». Per quanto riguarda le ripercussioni del fermo dell’autotrasporto, la Cia afferma che l’agricoltura ha subito «un danno rilevante, al momento quantificabile in oltre 600 milioni di euro».
Intanto
anche il ministro De Castro traccia il bilancio dello stop degli autotrasportatori. «Lo sciopero – afferma – ha avuto effetti drammatici e il danno è stato sproporzionato rispetto al risultato». «Non c’é dubbio – conclude De Castro – che dietro c’era anche un profilo politico che incentivava questo approccio, ma gli autotrasportatori non si sono resi conto della drammaticità del mettere in ginocchio l’Italia».