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Abete vero o sintetico? Questo è il dilemma

 

Gli italiani sembrano preferire l’albero di Natale naturale

 
   

ROMA (4 dicembre 2007) - Oltre la metà delle famiglie italiane si appresta a preparare l’albero di Natale e si prevede che gli abeti veri acquistati superino i sette milioni di esemplari a dispetto dei cinque milioni di copie sintetiche recuperate da soffitti e cantine o acquistate ex novo. È quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che, contrariamente ai pregiudizi, la scelta dell’albero naturale è vincente per salvaguardare il territorio, ridurre l’inquinamento ambientale e contrastare i cambiamenti climatici. «L’albero vero – sottolinea la Coldiretti in una nota – proviene infatti essenzialmente da coltivazioni dedicate, spesso situate in zone collinari o montane altrimenti destinate all’abbandono e al conseguente

Alberi Natale
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degrado idrogeologico». Un’azione, dunque, di difesa del territorio alla quale si aggiunge l’attività di assorbimento dell’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici svolta durante l’accrescimento dalle coltivazioni naturali mentre le piante di plastica, a detta dell’organizzazione agricola, «consumano petrolio per la loro realizzazione e impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente». La spesa complessiva degli italiani per l’acquisto dell’abete naturale è stimabile intorno ai 140 milioni di euro con la maggioranza degli acquisti che avviene nella settimana che precede l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. Una scadenza tradizionale per l’addobbo dell’abete che quest’anno viene venduto a prezzi variabili dai 15 fino addirittura a più di 500 euro, a seconda delle dimensioni, della varietà e del vaso in cui è riposto. «Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio – informa la Coldiretti – sono in maggioranza italiani e derivano per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche specializzate che occupano stagionalmente oltre 1.000 aziende agricole per oltre 10.000 addetti ed il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di “sfolli” e diradamenti indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco». In Italia la coltivazione dell’albero di Natale è concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) in Veneto e in Friuli.

Nove consigli per acquistare e curare al meglio l’albero di Natale

Prima di comprare l’albero:
- Preventivare l’acquisto con qualche giorno di anticipo per dare modo all’albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, precedentemente imprigionati dalla rete per il trasporto.
- Misurare accuratamente l’altezza del soffitto di casa, per non trovarsi con un albero troppo alto
perché all’aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che all’interno.
Al vivaio:
- Non andare alla ricerca di un albero perfetto perché ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord e poi ricordarsi che si tratta di un albero vivo la cui naturale asimmetria è sicuramente compensata dall’autenticità dello stesso.
- Tutte le conifere tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami ma ciò non significa che l’albero sia vecchio e in ogni caso, per evitare di sporcare macchine e case, chiedere al vivaista di
scuotere l’albero per far cadere gli aghi secchi.
A casa:
- Sistemare l’albero in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d’aria, come porte e finestre al riparo da eventuali forti folate di vento.
- Evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami.
- Non spruzzare neve sintetica e spray colorati perché l’albero e vivo e respira
- Mantenere la terra umida ma non eccessivamente bagnata, anche con l’utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere applicato anche ai rami in assenza di fili elettrici.
Terminato il periodo natalizio:
- Se l’albero acquistato ha le radici può essere posizionato all’esterno sul balcone o piantato in giardino, ricordando che è una pianta che può crescere anche fino a 15-20 metri.



 

 

 
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