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Blocco tir, dopo i danni anche la beffa?  

A lanciare l’allarme è la Cia che denuncia aumenti fino al 20%

 
   

ROMA (13 dicembre 2007) - Concluso il fermo dei tir, si apre un altro fronte: quello delle speculazioni sui prezzi dei prodotti agroalimentari. È quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori osservando che «già da questa mattina nei mercati si registrano al consumo impennate dei listini, soprattutto per la verdura e la frutta, con punte del 15-20% rispetto alla scorsa settimana». Inoltre, secondo la Confederazione, «c’è il rischio che sugli scaffali arrivino alimenti la cui qualità è stata irrimediabilmente compromessa perché rimasta per troppo tempo nei camion a causa del fermo dell’autotrasporto». Come, purtroppo, paventato nei giorni del blocco, «i rincari –avverte la Cia – non si sono fatti attendere. La prima merce che

Agriturismo
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è arrivata sui mercati (pur se per la normalità piena bisognerà attendere uno o due giorni), ha subito aumenti del tutto ingiustificati». Si tratta, in particolare, di ortaggi e verdura (insalate, spinaci, sedani, finocchi, cavolfiori), i cui prezzi sono lievitati oltre il 20%, con punte anche del 50%. Meno appariscenti, invece, gli incrementi della frutta: più 5-8%. Sono rimasti pressoché stabili i prezzi delle patate e della frutta secca, che, tuttavia, a detta della Cia, «avevano già fatto registrare sensibili aumenti, rispetto allo scorso anno, negli ultimi giorni dello scorso mese di novembre:  prodotti che, invece, sui campi non sono affatto rincarati». La Confederazione italiana agricoltori, pertanto, invita il Governo affinché «si vigili e si effettuino rigorosi controlli, proprio per stroncare rincari selvaggi». Per quanto riguarda le ripercussioni del fermo dell’autotrasporto, la Cia afferma che l’agricoltura ha subito «un danno rilevante, al momento quantificabile in oltre 600 milioni di euro».

 

 

 
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