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Sicilia, un'estate davvero "infuocata"

 

L'assessore La Via: «Il 95% dei roghi sono divampati in terreni privati»

     

PALERMO (27 agosto 2007) – La Sicilia avvolta dalle fiamme, migliaia di ettari bruciati soprattutto sulla costa tirrenica e, purtroppo, anche 4 morti e decine di feriti. È il tragico bilancio che ha colpito l’Isola in quest’estate che s’appresta a chiudere i battenti. Una calda stagione e non solo sul piano meteorologico e che ha impegnato, per far fronte ai roghi una task force di migliaia di uomini della protezione civile, vigili del fuoco, servizio regionale anti-incendi boschivi, guardie forestali e non ultimo numerosi volontari. Sul piano della prevenzione, l’azione portata avanti dal governo della Regione Siciliana e, in particolare, dagli uomini del Corpo forestale e del servizio anti-incendi boschivi, ha dimostrato la sua efficacia. «Ciò che emerge dai dati rilevati dall’ispettorato forestale – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – è che nel 95% dei casi si tratta di roghi

La Sicilia devastata dagli incendi  
divampati in terreni privati non coltivati e non all’interno di aree demaniali. Terreni, in sostanza, caratterizzati da una grande quantità di sostanza secca che favorisce il propagarsi delle fiamme, specialmente con il verificarsi di condizioni climatiche critiche, con temperature elevate e forte vento». A questo punto, sempre secondo La Via, «in ogni caso è necessario adeguare la normativa esistente alle esigenze del territorio affinché i privati provvedano alla costante pulitura dei propri terreni o, in alternativa, sia prevista l'azione sostitutiva del pubblico a carico dei privati inadempienti». Altro aspetto di questo drammatico scenario è stata la tempestività degli interventi. Infatti, superata la fase d’emergenza si dovrà pensare ad un potenziamento delle strutture in termini di uomini e di mezzi. «Occorre sbloccare il concorso e completare l’organico del Corpo forestale che, pur impegnandosi senza risparmio di energie e con massima dedizione, rimane insufficiente a fronteggiare emergenze di questa portata», commenta l’esponente della commissione europea Agricoltura, Giuseppe Castiglione. In effetti, più di 700 uomini del servizio anti-incendio sono stati, infatti, impegnati a pieno regime nella sola provincia di Messina nella collaborazione con gli operatori della Protezione civile e delle forze dell'ordine dispiegate in campo. «Ma in giornate ventose come quelle appena vissute – conclude La Via – gli elicotteri non possono alzarsi in volo e quindi potrebbe essere più opportuno, ed è già un’ipotesi al vaglio dell’amministrazione, dotarsi di un aereo di tipo Canadair».
 
   
   
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