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Nuovi invasi idrici per il Piemonte

   

Conflagri lancia l’allarme perchè si chiedano fondi al governo

 
   

ROMA (03 agosto 2007) - In Piemonte bisogna costruire almeno sei o sette nuovi invasi per sopperire allo stato di ricorrente crisi idrica. A lanciare l’allarme è stata oggi la Conflagri regionale riportando una lettera inviata da tutte le organizzazioni agricole piemontesi al governo regionale. «Le piogge dei mesi di maggio e giugno – spiega una nota di Conflagri – avevano creato l’illusione che l’annata agraria potesse svolgersi regolarmente, nonostante la grave deficienza di acqua e neve dell’autunno-inverso scorsi. Sono però bastati appena trenta giorni di mancate precipitazioni per mettere di nuovo in allarme vaste aree agricole della Pianura Padana, in particolare le zone di storica penuria d’acqua come l’Alto Vercellese, il Biellese e il Medio Novarese». Secondo i dati dell’associazione degli

invasi idrici  

imprenditori agricoli, le attuali deficienze idriche del fiume Sesia sono nell’ordine del 70-75% e difficilmente si potrà salvare l’integrale produzione risicola e maidicola, a meno di repentini mutamenti della piovosità.

 
   
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