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| Pesca di Leonforte, un altro passo verso l'Igp | |||||||||||
Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale Ue la domanda per il riconoscimento
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PALERMO (11 novembre 2009) – Un altro passo verso l’Igp per la “Pesca di Leonforte”, produzione che interessa i comuni della provincia ennese di Leonforte, Enna, Calascibetta, Assoro e Agira. La domanda per il riconoscimento della denominazione è stata infatti pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Soddisfatto l’assessore regionale all’Agricoltura, Michele Cimino, che sottolinea: «Dei 170 prodotti che rientrano nel paniere delle denominazioni italiane a marchio tutelato, ben 17 tra Dop e Igp sono siciliani; e a breve diventeranno 20 con la “Pesca di Leonforte”, il “Limone Interdonato”e il “Pistacchio di Bronte”, che hanno |
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| avuto già il via libera dall’Ue con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale europea».
Tra sei mesi la Pesca di Leonforte potrà avere sull’etichetta il logotipo europeo, «che – spiega l’assessore – oltre a essere espressione del forte legame fra territorio e prodotto, è lo strumento che consentirà l’accesso ai contributi del Psr Sicilia 2007-2013». Con la certificazione comunitaria, infatti, i singoli produttori potranno beneficiare degli aiuti previsti dalla misura 132 “Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare”, e le imprese di quelli previsti dalla misura 133 “Sostegno alle Associazioni di produttori per le attività di promozione e di informazione riguardanti i prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare”. «Alimenti certificati, tradizionali, tipici, biologici – afferma Cimino – sono il nostro grande paniere di qualità che può trasformarsi in economia reale. Un paniere che, se da un lato vanta ben 239 prodotti tradizionali iscritti all’albo regionale, dall’altro è penalizzato da una questione fondamentale irrisolta: il problema distributivo. È vero – prosegue l’assessore – che la richiesta della qualità degli alimenti è ormai coralmente diffusa, ma è altrettanto vero che difficilmente troviamo prodotti certificati Dop, Igp, Stg, As, Doc, Docg, Iso, Biologico, Uni sugli scaffali della grande distribuzione. L’agroalimentare potrà considerarsi un settore che produce economia reale solo se si stabiliscono due condizioni essenziali: una domanda sempre più forte di prodotti certificati da parte dei consumatori, e l’immissione di questi alimenti nel circuito dalla grande distribuzione organizzata, a cui bisogna comunque garantire certe quantità. Ma per assicurare le quantità necessarie bisogna concentrare l’offerta e “ricostruire” le filiere produttive». |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||