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MARCHI  

Suino Napoli, è l’ora della Dop

   

Si tratta del primo marchio interregionale per il Meridione

 
   

ROMA (15 gennaio 2008) - Arriva la Dop per il Suino di Napoli. Il  ministero  delle  Politiche  agricole,  alimentari e forestali, infatti, ha dato il via libera al primo marchio interregionale per il Meridione. «Esaminata   l’istanza   intesa   ad   ottenere  la  protezione  della denominazione  “Suino Napoli” come denominazione di origine protetta – si legge in un comunicato del Mipaaf –, ai  sensi  del  Regolamento  (Ce)  510/06  del  Consiglio del 20 marzo 2006, presentata  dall’Associazione   temporanea   di  imprese   per   il riconoscimento  della  Dop  Suino  Napoli  c/o  Anas, acquisito inoltre i pareri delle regioni  Basilicata,  Calabria,  Campania,  Puglia  e Sicilia esprime parere  favorevole  sulla  stessa e

Lopa, La Torre, Peretti, rappresentante allevatori Suino Napoli
 
 
 
 
 
 
 
 
sulla proposta di disciplinare di produzione». «Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (n. 6 2008) – spiega il rappresentante della Dgq del Mipaaf, Rosario Lopa – per la quale sarà possibile, successivamente, inviare istanza alla Commissione europea per la registrazione del marchio». Secondo Lopa, «si è sancito  un passo importante per la tutela e la valorizzazione, di uno degli allevamenti zootecnici più importanti  della Campania e di tutto il Meridione, come il suino». «Questo risultato – continua Lopa – è la risultanza della sinergia che ha visto produttori, tecnici di settore, istituzioni, il direttore generale del ministero, Laura La Torre, con la collaborazione di Pietro Molinaro dell’Associazione temporanea di imprese e Vincenzo Peretti, ricercatore del dipartimento di Scienze zootecniche e ispezione degli alimenti della Federico II,  lavorare insieme». La zona di produzione del Suino Napoli Dop, intesa come la zona dove avviene la nascita, l’allevamento, la macellazione, la separazione in mezzene dei suini, il sezionamento delle mezzene in tagli e l’eventuale confezionamento delle carni, è costituita dalle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Proprio dall’Isola, i ricercatori del Corfilcarni si sono occupati di curare tutti gli aspetti scientifici al fine di garantire il rispetto dei requisiti sanciti dal disciplinare di produzione. Tra le razze previste dal regolamento ci sono quella Calabrese, la Large White, la Landrace italiana e la Duroc. Infine, ai suini da destinare alla Dop Suino Napoli, secondo quanto scritto nel disciplinare, non possono essere somministrati mangimi ottenuti da colture geneticamente modificate.

Nella foto da sinistra Rosario Lopa, Laura La Torre, Vincenzo Peretti e un rappresentante degli allevatori del Suino Napoli.
 

 

 
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