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MARCHI  

Arriva la Dop per il riso di Baraggia piemontese

   
Sette le varietà che rientrano nel marchio concesso dalla Commissione europea  
   

TORINO (27 agosto 2007) – Il riso di Baraggia biellese e vercellese conquista il marchio Dop. Questa la decisione presa dalla Commissione della Comunità europea. Sono ventotto i comuni che compongono la zona delimitata per la Dop e sono situati nelle province di Biella e di Vercelli: Albano Vercellese, Arborio, Balocco, Brusnengo, Buronzo, Carisio, Casanova Elvo, Castelletto Cervo, Cavaglià, Collobiano Dorzano, Formigliana, Gattinara, Ghislarengo, Gifflenga, Greggio, Lenta, Massazza, Masserano, Mottalciata, Oldenico, Rovasenda, Roasio, Salussola, San Giacomo Vercellese, Santhià, Villanova Biellese, Villarboit. In tutto, la superficie coltivata a riso è vasta 25.000 ettari. Le varietà di riso riconosciute in questa Dop sono l’Arborio, il Baldo, il Balilla, il Carnaroli, il Sant'Andrea, il Loto e il Gladio. «Sono particolarmente soddisfatto per questo prestigioso riconoscimento europeo che riguarda una delle produzioni più importanti del Piemonte – ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Mino Taricco – un risultato che corona un lungo e difficile lavoro per il quale

Riso di Baraggia  
ringrazio tutti coloro che, assieme alla Regione Piemonte, si sono impegnati, dai produttori, ai comuni e alle province interessate, alle organizzazioni professionali agricole, in particolare l’Associazione riso di Baraggia biellese e vercellese, quale soggetto referente nell’iter di riconoscimento. Il riso è un prodotto simbolo del Piemonte, – ha ricordato ancora Taricco – che rappresenta 2.300 aziende, 30 riserie, 115.000 ettari di superficie, dove si producono circa 8 milioni di quintali di riso, il 60% della produzione italiana e il 30% di quella europea. Questa nuova Dop – conclude l’Assessore – è anche il riconoscimento del grande valore aggiunto del riso di quei territori, che sarà apprezzato dai consumatori e che rappresenta un altro importante tassello nel ricco mosaico delle qualità del nostro Piemonte agricolo e agroalimentare, da tutelare e valorizzare».
 

 

 
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