prodotti di eccellenza italiani dell’agroalimentare europeo». La stagione 2007-08, connotata da una forte scarsità di limoni ha costituito per l’Interdonato una grande opportunità di rilancio. «Il mercato ci ha riscoperti e anche i prezzi ottenuti quest’anno sono stati soddisfacenti – ha detto ancora il presidente del consorzio di tutela –. Il lavoro che ci aspetta è molto duro, soprattutto per ragioni legate alla conformazione del nostro territorio produttivo, fatto di ripide colline coltivate a terrazzamenti, e al fatto che è sempre più difficile attrarre i giovani verso la professione agricola. Di dimensioni medio grandi, molto simile al cedro, di sapore delicato, con una buccia a grana finissima, il ‘‘Limone Interdonato’’ è stato fino al secondo dopoguerra il limone da tè preferito dagli inglesi. A crearlo, da un incrocio tra un cedro e l’ariddaru, un limone locale, è stato il colonnello garibaldino Giovanni Interdonato che, dopo aver combattuto nei moti siciliani e aver governato nel nome dei Savoia su buona parte del Messinese, si era ritirato a vita privata dedicandosi alla sua passione per l’agrumicoltura. Le aziende del Consorzio del Limone Interdonato Messina sono 50 e producono 800 tonnellate all’anno.