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Ue, innalzate le quote latte italiane |
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Dopo 18 ore di trattative deciso un aumento pari a 600 mila tonnellate |
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BRUXELLES (20 novembre 2008) - Dopo una trattativa durata oltre 18 ore e conclusasi questa mattina, l’Unione europea ha trovato un accordo per l’aumento delle quote latte, che concede all’Italia un aumento del 6%, pari a 600 mila tonnellate a partire dalla prossima campagna. L’intesa prevede una revisione progressiva delle quote latte e un abbassamento dei sussidi produttivi, secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche. Le modifiche completano la riforma della Pac avviata nel 2003, portando prezzi e ricavi agricoli a dipendere sempre di più dalle leggi di mercato. Le quote latte, in particolare, dovrebbero essere progressivamente eliminate fino alla loro completa abrogazione, prevista per il | ![]() |
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2015. Inoltre, dovrebbero venire ridotti anche i sussidi destinati alla protezione agricola (i cosiddetti “aiuti diretti”) a beneficio dei progetti di protezione ambientale nel mondo rurale, co-finanziati dai governi dei singoli Paesi membri. Zaia «Sono soddisfatto perché viene ripristinata la legalità in un settore che trascina questa storia delle quote latte da 24 anni». «Questa è un'occasione per chiudere la vicenda anche degli splafonatori e magari dire per la prima volta nella storia che dal primo aprile 2009 non si pagherà più una multa a livello italiano». «In Italia ci siano 4500 aziende che hanno una multa di un miliardo e 850 milioni. Queste aziende avranno l'opportunità di chiudere questa partita e non con una sanatoria. L'altro aspetto è che da oggi e per il futuro ci sarà spazio zero per eventuali splafonamenti». L'Italia ha anche ottenuto di poter riutilizzare i fondi non utilizzati cioè 140 milioni di euro. «Questi soldi – ha detto il ministro – andranno nel fondo speciale per le crisi in agricoltura e questa è una notizia importante perché questi soldi restano in Italia e non tornano in seno europeo». Le reazioni Barnier «Abbiamo raggiunto un accordo quasi all'unanimità». Così il ministro francese dell'Agricoltura, Michel Barnier, ha annunciato questa mattina alle 9 dopo 18 ore e una notte intera di negoziati l'intesa per la parziale riforma della Politica agricola della Ue. Gli altri ministri, più fortunati da questo punto di vista, erano intanto andati a farsi un sonnellino ristoratore. A quanto si apprende da fonti diplomatiche solo la Lettonia ha rifiutato di approvare il compromesso, perché le è stato rifiutato un ulteriore “riequilibrio” degli aiuti alle aziende agricole dei “nuovi” Stati membri, cui appartiene. Fischer Boël «Non è stato facile – ha ammesso il commissario Ue per l'Agricoltura, Mariann Fischer Boël –. Il problema del settore lattiero-caseario è stato estremamente difficile da risolvere». Tuttavia, «siamo abbastanza ben attrezzati per il futuro con questa mini-riforma della Pac, in attesa della “grande” per il post-2013, che deciderà il suo futuro bilancio». Coldiretti «Dopo le ultime batoste subite dall'Italia nella riforme di vino e ortofrutta dello scorso anno finalmente il nostro Paese ritorna da protagonista in una trattativa comunitaria con risultati molto soddisfacenti». È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in riferimento alla conclusione del negoziato comunitario sullo stato di salute della politica agricola. «È stata rafforzata la scelta del disaccoppiamento, aumentate le risorse per lo sviluppo rurale e la competitività delle imprese ed introdotte misure anti-crisi secondo le richieste avanzate dalla Coldiretti. L'aumento della quota di produzione latte assegnata all'Italia, che consente di riequilibrare il pesante deficit produttivo, va ora gestita con intelligenza a livello nazionale con un forte impegno per le regole a tutela degli imprenditori che hanno operato nella legalità». Di Nardo (Idv) «Finalmente si volta pagina. Da oggi in poi, l’Italia non sarà più costretta ad importare latte di dubbia qualità da altri Paesi». È quanto ha affermato il senatore Nello Di Nardo, capogruppo in commissione Agricoltura di Palazzo Madama, in riferimento alla conclusione del negoziato comunitario sullo stato di salute della politica agricola, in particolare per quanto concerne l’aumento delle quote latte. «L’aumento di circa 620 mila tonnellate non è poca cosa perché corrisponde all’1% annuo. E questo risultato è stato raggiunto – sottolinea Di Nardo – grazie alla forza congiunta di tutti i parlamentari che si sono impegnati fin dall’inizio della vicenda per riequilibrare il forte deficit di approvvigionamento e per tutelare gli imprenditori che hanno sempre operato nella legalita». «La zootecnia italiana – ha ricordato l’esponente dell’Idv – ha già pagato troppo all’origine a causa di un’ insufficiente assegnazione delle quote. Fino ad oggi, infatti, ingenti risorse, anziché essere impiegate per la qualità degli allevamenti, sono state dirottate per l’acquisto di diritti di produzione. Era ora – conclude Di Nardo – che per gli agricoltori italiani si invertisse la rotta». Ranieri (Lega Nord) «Grazie all’ottimo lavoro svolto dal ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, in sede comunitaria, oggi celebriamo la vittoria del sistema agricolo sul superstato europeo e su chi voleva mettere la parola fine alle nostre stalle». Così Fabio Rainieri, parlamentare leghista di Parma e segretario della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati interviene sull’ottimo risultato raccolto dal ministro leghista durante l’health check della Politica agricola comune a Bruxelles. «Il ministro – spiega Rainieri – è riuscito a portare a casa un incremento della quota di produzione, a partire dal primo aprile 2009, pari al 6%. Parliamo di 600 mila tonnellate di latte di qualità che verranno finalmente immesse sul mercato a tutela della nostra gente e, soprattutto, senza andare più a colpire i produttori». «Non si tratta, infatti, di un’aumento della produzione di latte, ma di un intervento che ci permette di non chiudere le aziende che finalmente potranno investire nello sviluppo senza la paura di essere “colpite” da multe che contestiamo all’Ue». «Al ministro Zaia i complimenti del mondo agricolo. Ancora una volta – conclude – il ministro ha dimostrato di capire realmente le esigenze dell’agricoltura e di volere difendere un settore che e’ il fiore all’occhiello della nostra economia e che tutto il mondo ci invidia». Assolatte «Poter disporre in Italia di tutto l'aumento del 5% sin dalla prossima campagna – dichiara il Presidente di Assolatte, Giuseppe Ambrosi – rappresenta un atto di giustizia nei confronti del nostro Paese. Significa, infatti, poter finalmente produrre, senza essere multati, lo stesso latte che l'Italia ha sempre prodotto. Per noi non si tratta di un aumento – sottolinea Ambrosi – bensì della fine di una palese discriminazione che ci ha condannato per anni a pagare sanzioni per non incrementare ulteriormente la dipendenza dall'estero». |
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