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Mozzarella, la Corea del Sud toglie il blocco alle importazioni

 

Intanto mercoledi ci sarà un tavolo tecnico al Mipaaf

 
     

VERONA (8 aprile 2008) - La Corea del Sud ha revocato il divieto di importazione e commercializzazione della mozzarella di bufala italiana. A riferirlo è il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro.  Le autorità coreane manterranno un divieto di importazione sui prodotti provenienti dai 25 caseifici nei quali sono stati trovate tracce di diossina superiori alla soglia consentita   La Corea del Sud aveva comunicato il 24 marzo scorso di aver proibito l'importazione di mozzarelle di bufala italiane dopo aver registrato, nell'analisi di alcuni campioni, una contaminazione da diossina.
Intanto mercoledì ci sarà un tavolo tecnico per definire la strategia di azione per i

Mozzarella
 
 
 
 
 
 
 
 

controlli nei caseifici campani e martedì si attendono i primi risultati. «Il programma di controllo, definito con gli uffici della Commissione europea – sottolineano i ministri della Salute, Livia Turco e delle Politiche agricole, Paolo De Castro, in una lettera aperta agli allevatori campani –, consente margini di flessibilità sufficienti a dare continuità operativa alla filiera, coerentemente con i tempi ristretti necessari a ottenere i risultati dei controlli e la successiva regolarizzazione delle condizioni di mercato». «L’intervento in due fasi distinte coinvolgerà tutta la produzione delle province regionali. Per le prime tre province (Caserta, Napoli e Avellino) – affermano i ministri –, saranno disponibili i primi risultati già nei primi giorni della prossima settimana». E spiegano: «Il prodotto sottoposto a controllo, durante la momentanea sospensione della commercializzazione, può essere comunque lavorato o stoccato seguendo precisi criteri di rintracciabilità. Per tale ragione – sostengono Turco e De Castro – non vi sono motivi legati direttamente al piano dei controlli che impediscano il ritiro del prodotto degli allevamenti soggetti al controllo durante i giorni di attesa dei responsi analitici. Contemporaneamente, rimane possibile assicurare la continuità operativa degli impianti attraverso l’utilizzo del latte proveniente da aree e allevamenti non soggetti ai controlli o per i quali sia già stato ottenuto il riscontro analitico favorevole». I due ministri confidano perciò che «la collaborazione stretta tra gli operatori economici della filiera, tra caseifici e tra caseifici e allevatori, nelle differenti province di produzione, permetterà di gestire senza eccessivi traumi questo piano straordinario che permetterà in tempi rapidissimi di mettere luce alla situazione reale e ripristinare le condizioni di fiducia nei consumatori e di regolarità nel mercato». «In relazione agli impatti economici diretti che tali interventi avranno sulle imprese coinvolte, alla luce dell’avvio operativo dei controlli, la prossima settimana – annuncia una nota congiunta dei due ministeri – si terrà un incontro tecnico al ministero delle Politiche agricole per avviare adeguati strumenti, compatibili con le regole comunitarie, per le compensazioni alle imprese e per la promozione e il rilancio dei consumi». I ministri e l’assessore all’Agricoltura della Regione Campania Andrea Cozzolino confidano, si legge nella nota, «nel senso di responsabilità delle imprese e delle associazioni per gestire con la massima attenzione e celerità lo svolgimento dei controlli necessari per il rispetto degli impegni comunitari e quindi per mantenere la possibilità di attivare gli strumenti di intervento compensativo dei danni».

Blocco scongiurato Non ci sarà nessun blocco della produzione di mozzarella di bufala campana. È questo il risultato dell’incontro tra le istituzioni e i rappresentanti dei produttori. «Il lavoro di mediazione della Regione Campania ha sortito gli effetti sperati, l’incontro è stato fruttuoso – spiega Franco Consalvo, presidente del Consorzio tutela mozzarella di bufala campana Dop ­– i campionamenti e i controlli non bloccheranno la produzione di mozzarella neanche all’interno dei singoli caseifici, per effetto di un frazionamento delle analisi su più partite di latte». «Per il Consorzio tutela – aggiunge – tale passaggio era irrinunciabile per il rispetto del disciplinare di produzione, che prevede la continuità della produzione». «Questo piano significherà per il comparto una fase di passaggio – dice Consalvo – che aiuterà con gradualità la filiera bufalina ad uscire definitivamente dalla crisi: fugato ogni dubbio il rilancio della mozzarella di bufala campana dop sarà definitivo sui mercati nazionali e internazionali».
Intanto, sono già in atto prelievi di latte in alcuni caseifici campani. Dopo il vertice svoltosi ieri al ministero della Salute (che ha disposto la mobilitazione di funzionari e veterinari delle Asl nel prelievo di circa 1600 campioni di latte) sono al lavoro, in queste ore, una ventina di dipendenti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno di Portici. Nel corso dei sopralluoghi ai caseifici saranno prelevati campioni, registrati con apposita scheda e sottoposti ad esami di laboratorio. «Va la mia riconoscenza ai dipendenti impegnati in queste ore – dice il commissario straordinario dell’Izsm, Antonio Limone – perché non hanno tenuto conto di obblighi contrattuali, ma si sono dedicati con grande disponibilità alla causa». Le analisi nei caseifici dovranno individuare l’eventuale presenza di diossina nel latte.

La posizione Ue «Non abbiamo mai pensato di bloccare la produzione di mozzarella». Lo ha precisato il commissario europeo alla Salute, Androula Vassiliou, a proposito della situazione in Italia sul caso-diossina. Il commissario, dopo aver espresso apprezzamento per le misure prese dal governo italiano, ha aggiunto che l’esecutivo europeo, qualora emergessero problemi, «non esiterebbe a intervenire, ma ora la situazione è sotto controllo».

Incontro Italia-Sud Corea Il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Paolo De Castro, ha ricevuto questa mattina l’ambasciatore sud coreano in Italia Kim Joong-Iae. Nell’incontro, si legge in una nota, il ministro «ha ottenuto ampia disponibilità da parte coreana per una sollecita soluzione al blocco decretato in quel Paese per la mozzarella di bufala campana».  L’ambasciatore ha mostrato apertura in tal senso dopo le rassicurazioni sanitarie ottenute da parte italiana e gli inviti a una riapertura di mercato giunti dalla Commissione europea. Il ministro De Castro, sulla base dei dati forniti dalla Corea del Sud, ha anche preso atto dell’avvio a partire dallo scorso gennaio di pur molto limitate esportazioni dirette di mozzarelle sul mercato del paese asiatico ed ha auspicato una veloce crescita. «La Corea del Sud – afferma il ministro – è sensibile ad argomenti ormai difficilmente confutabili; siamo sulla strada di una normalizzazione».

Le cifre del blocco Rispetto all’accordo con l’Unione europea sulla querelle mozzarella e diossina «siamo d’accordo sui controlli a tappeto, ma è un assurdo bloccare il commercio di mozzarella di bufala per 15 giorni; questo stop significa che la mozzarella di bufala campana non tornerà più sulle tavole degli italiani». Così il presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), Giuseppe Politi, ha espresso l’allarme sullo stop alle vendite della specialità casearia campana. Intervenendo al convegno sulle agroenergie della Fondazione Cloe, Politi ha aggiunto: «O si accelerano i controlli sulle mozzarelle oppure va trovata una forma di ristoro. Ci vogliono almeno 400 milioni di euro per le aziende, gli allevatori e i caseifici che altrimenti finirebbero fuori mercato. E la stragrande maggioranza delle imprese di filiera è già in regola e subisce un danno indotto, quello della diossina, che non è frutto del comparto primario». Secondo il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, «la perdita d’incasso per lo stop ai caseifici durante le analisi, quantificata in circa venti milioni di euro, verrà risarcita e partirà anche una campagna per il rilancio della bufala, con spot tv a cura della presidenza del Consiglio dei ministri». Questo il piano di sostegno del governo alle imprese colpite dalla emergenza bufala. Il ministro aggiunge di ritenere che «sia lecito attendersi un contributo» dall’Ue in questa occasione, considerando il sostegno già dato nella crisi aviaria. «Ma la cosa più importante – sottolinea De Castro – è aver ottenuto l’autorizzazione di Bruxelles al nostro piano sanitario. Con il via libera all’attuazione del piano si dà il via liberta anche al risarcimento del danno diretto che provocheremo alle aziende». In occasione dell’incontro di oggi al ministero della Salute con allevatori e titolari dei caseifici interessati, il ministro precisa «che non ci vediamo per concordare un piano di controlli ma per definirne l’attuazione pratica. L’Europa ci chiede di certificare la sicurezza del prodotto e noi dobbiamo farlo, punto e basta. Naturalmente ci sono margini per rendere il sacrificio più sopportabile ed è proprio su questo aspetto della questione che dobbiamo confrontarci con i rappresentanti delle categorie». A proposito della richiesta dei consumatori di rendere pubblico il test diossina, il ministro afferma di «non escluderlo. I cittadini hanno diritto di accedere alle informazioni che riguardano la loro salute».

Coldiretti «In caso di blocco della commercializzazione di latte e mozzarella di bufala il danno per
il settore supererà un milione di euro al giorno. A subire lo stop imposto dai controlli sulla diossina sarebbero anche la metà degli italiani che la acquistano per una spesa pari a 280 milioni di euro». A sostenerlo è Rolando Manfredini, responsabile della sicurezza alimentare della Coldiretti, prima di entrare al ministero della Salute per l’incontro governo-produttori-allevatori. Manfredini ha riferito di un crollo attuale delle vendite che ha raggiunto il 40%. «Il fermo delle vendite – secondo la Coldiretti – oltre ai danni per produttori e allevatori provocherebbe anche la sostituzione sugli scaffali della mozzarella di bufala campana Dop a vantaggio di prodotti di imitazione».

Copagri «Il blocco della vendita di mozzarella di bufala nell’attesa della completa attuazione dell’accordo con l’Ue determinerà inevitabilmente gravi perdite economiche al comparto e un quadro finanziario insostenibile per gli allevatori. Ineludibile, allora, come successe per la crisi aviaria, un intervento immediato del governo per l’attivazione di misure straordinarie condivise e cofinanziate dall’Ue». È quanto chiede in una nota il vicepresidente vicario di Copagri. «Occorre attutire quanto più possibile – sollecita il rappresentante dell’organizzazione agricola – il brutto colpo che questo particolare indotto dell’economia agroalimentare italiana già sta subendo e che si farà ancor più pesante durante tutta la fase delle dovute verifiche». «Serve dar vita a un provvedimento d’emergenza che – prosegue Verrascina – ci auguriamo non conosca ostacoli strumentali, ma anzi il sostegno bipartisan dell’intera sfera politica e attivare subito le risorse necessarie per: sostenere il ritiro del latte agli attuali prezzi di mercato; sospendere ogni onere tributario, contributivo e il pagamento delle rate per le operazioni creditizie; forme di sostegno al fermo produttivo e commerciale e alle spese direttamente e indirettamente causate dall’evento straordinario; l’attivazione di misure di tutela dell’occupazione».

Allevatori Salerno Un centinaio di allevatori bufalini della Piana del Sele sono partiti in pullman dal comune di Capaccio diretti presso la Prefettura di Salerno per protestare contro il rischio del blocco delle vendite di latte e mozzarelle, paventato da produttori e allevatori del settore in base ai tempi di realizzazione del piano di controllo predisposto dal ministero della Salute in accordo con Bruxelles. Tra gli allevatori diretti a Salerno, decine di associati ai maggiori consorzi della Piana. «Il blocco è inaccettabile perché scaturisce dal presupposto di colpevolezza degli allevatori – spiega Antonio Orolotti, presidente di “Cooperativa Paestum” –. Vogliamo che il Prefetto ci riceva per ascoltare le nostre ragioni. È ingiusto che a pagare siano gli allevatori della provincia di Salerno, che nulla hanno a che vedere con le vicende di queste settimane. In questo modo si affossa un intero settore e un’intera regione».

 
   
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