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Latte, previsto un +2% per le quote |
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Fischer Boel: «Italia è interessata all'aumento» |
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VERONA (4 febbraio 2008) - Si attende nei prossimi mesi un giro di vite sul prezzo del latte alla produzione. È questa la stima dell’Ufficio studi di Fieragricola, che dal 7 al 10 febbraio ospiterà la 108esima edizione della rassegna. Il prezzo attuale, relativo al periodo gennaio-marzo 2008 e fissato dagli accordi integrativi siglati dalla filiera lattiero-casearia lombarda lo scorso 12 settembre, è di 420 euro la tonnellata più Iva. Un riconoscimento ritenuto adeguato dalla parte agricola e da quella industriale alla situazione di mercato che si è venuta a creare nei mesi scorsi, con una progressiva riduzione delle scorte di latte in tutta Europa. Si prevede che la situazione subirà variazioni, anche sensibili, per l’annunciato aumento delle quote | ![]() |
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latte a livello comunitario, previsto nella misura del 2% lineare a tutti gli Stati dell’Unione europea. I quantitativi globali di quote latte assegnati per i Paesi membri dal 2008-2009 al 2014-2015 (ultima campagna lattiera sottoposta ai vincoli delle quote) ammonta a 142,868 milioni di tonnellate di latte. All’Italia sono state assegnate produzioni pari a 10,530 milioni di tonnellate. L’assegnazione di nuove quote, salvo colpi di coda in queste settimane, ammonterà complessivamente a 2,84 milioni di tonnellate. Al nostro Paese toccherà una cifra pari a 210 mila tonnellate, che porterà così il bottino di quote complessivamente a 10,74 milioni di tonnellate. Un traguardo che comunque non coprirà il surplus produttivo italiano, che nell’ultima campagna è stato di 620 mila tonnellate. Le condizioni attuali di mercato e il perdurare di una situazione deficitaria negli stoccaggi di latte in polvere a livello europeo, dovrebbe tradursi, per il prossimo biennio, in una situazione di tensione dei listini, aggravata in parte anche da possibili spinte verso l’alto dei prezzi di mangimi e materie prime. In pratica, il valore del latte alla stalla potrebbe perfino toccare i 440 euro alla tonnellata più Iva. Questo, però, in termini assoluti, senza calcolare la prevista iniezione del 2% di quote produttive per tutti gli Stati Ue, destinata a dare una scossa in senso inverso. La Confcooperative commenta: «non si ha ancora un dato certo ma crediamo purtroppo che gli allevatori dovranno fare i conti con un pagamento più contenuto del loro prodotto. È assai probabile che si scenda intorno ai 40 centesimi per litro di latte. In ogni caso Confcooperative resterà sulle proprie posizioni, chiedendo a Bruxelles di privilegiare nelle assegnazioni gli allevatori in regola con le quote e dando la precedenza a quei produttori che hanno subito il taglio della quota B. Anche il commissario europeo all’Agricoltura, Mariann Fischer Boel, interviene sull’argomento quote latte. Nel suo intervento al convegno su “La cooperazione italiana nel futuro dell’agricoltura europea” ha dichiarato: «È difficile capire perché l’Italia non abbia interesse all’aumento delle quote latte, visto che, l’anno scorso, ha pagato 176 milioni di euro in multe per averle sforate». «L’abolizione graduale delle quote – ha proseguito Fischer Boel – farà aumentare la produzione ma abbasserà i prezzi costringendo i produttori italiani a competere con produzioni estere che invaderanno il mercato». |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||