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Latte contaminato, anche Bruxelles scende in campo |
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Intanto cresce il numero di cinesi intossicati. Ad oggi sono 53 mila |
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ANNECY (23 settembre 2008) - La Commissione europea ha annunciato di aver coinvolto l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in merito dello scandalo del latte contaminato in Cina, per esaminare l’impatto sulle persone del consumo di derivati del prodotto incriminato. «Non è questione di avere importazioni di prodotti lattiero-caseari cinesi perché li abbiamo proibiti nel 2002 – ha dichiarato il commissario alla Salute e alla Tutela dei consumatori, Androulla Vassiliou, a margine di una riunione dei ministri dell’Agricoltura europei in Francia ad Annecy –. Come misura precauzionale abbiamo chiesto all’Efsa di darci il suo parere per sapere se la presenza stessa di una piccola quantità di latte in polvere | ![]() |
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cinese in altri prodotti composti, come biscotti e dolci, potrebbe avere un impatto sulla salute umana». «La risposta è attesa mercoledì o giovedì – ha fatto sapere il direttore generale dell’Efsa, Catherine Geslain-Laneelle –. In questa fase, nessuno sa se questi prodotti che contengono residui di latte cinese si trovino in Europa, ha affermato, pur sottolineando che alcuni sono forse in vendita in piccoli negozi cinesi». Il commissario europeo, inoltre, ha chiesto alle autorità cinesi «di organizzare controlli (sanitari) più rigorosi, non soltanto sull’esportazione ma anche per il consumo nazionale, perché abbiamo bambini sul punto di morire in questo Paese». L’Unione europea ha imposto anche un embargo sulle importazioni cinesi di prodotti lattiero-caseari dal 2002 poiché giudica insufficienti i controlli sul posto. Da Cina Pechino si è impegnata a fare di tutto perché il latte reso tossico dalla melamina non entri nella filiera produttiva e tantomeno sul mercato delle esportazioni. E ha avviato anche un “giro di vite” sulle esportazioni in generale. Lo scandalo del latte ha avuto «una ricaduta negativa sulla reputazione di tutti i nostri prodotti – si legge nel sito-web del ministero del Commercio – ci saranno ispezioni rigidissime sulla produzione ed esportazione dei prodotti lattiero-caseari, alimentari, farmaceutici, dei giocattoli, dell'arredamento e anche di tutti quei prodotti che possono mettere in pericolo la salute pubblica». L'allarme ormai ha superato le frontiere del gigante asiatico. A Singapore, la melamina, un componente tossico usato nella plastica a che veniva aggiunto al latte perché, ricco di nitrogeno, ne faceva apparentemente aumentare i livelli proteici, è stato trovato anche in caramelle, panini dolci, cioccolatini e cartoni di latte. Al momento, al di fuori della Cina, si è ammalato solo un bambino di Hong Kong e si teme per la situazione sanitaria di un altro. Ma il timore è sempre più forte sui mercati stranieri. Il ministro dell'Agricoltura, Sun Zhengcai, ha promesso un “battaglia” senza quartiere ai produttori che hanno venduto latte adulterato alle aziende lattiero-casearie: «Non ci può essere nessun compromesso sull'obiettivo della pulizia», ha detto. Al momento i mercati che hanno vietato o ritirato dalla vendita tutti i prodotti contenenti latte cinese sono Giappone, Corea del Nord, Brunei, Singapore, Hong Kong, Taiwan, Malaysia, Birmania, Tanzania e Gabon. Il Canada ha aumentato i controlli e si attende a giorni un rapporto dell'Ue che fornirà ulteriori garanzie di sicurezza per i consumatori. E mentre emerge che il problema del latte adulterato era noto da mesi alla Sanlu Group, la più importante azienda produttrice di latte in polvere del Paese, che tenne nascosto il problema per evitare di rovinare l'immagine dei Giochi Olimpici, il premier taiwanese, Liu Chao-hsiuan, ha annunciato di aver inviato in Cina una commissione di funzionari ed esperti per raccogliere informazione in loco sullo scandalo. Un dramma che finora in Cina ha provocato 4 decessi e coinvolto 53.000 bambini, 13.000 dei quali continuano ad essere ricoverati, alcuni in gravissime condizioni. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||