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Latte ovino, in Sardegna costa meno di vent’anni fa

 

E i pastori sardi chiedono l’intervento dell’autorità Antitrust

 
     

ROMA (6 dicembre 2005) –  In Sardegna il latte ovino viene pagato agli allevatori 62 centesimi al litro, un prezzo inferiore a quello di venti anni fa, quando valeva 1400 lire. Lo ha denunciato il Coordinamento dei pastori sardi (Copas) nel corso di un’audizione informale alla commissione Agricoltura del Senato. Secondo l’organizzazione sarebbe in piedi nell’isola un cartello dell’industria lattiero-casearia. Appoggio bipartisan da parte della commissione che al riguardo afferma: «Di fronte a problemi di questa natura andrà ascoltata anche la Regione Sardegna, che non può tirarsi fuori dal problema, e l’autorità Antitrust». «Due anni fa – spiega Priamo Ottu, portavoce del coordinamento che rappresenta circa cinquanta comitati – la

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Regione era intervenuta proponendo ai rappresentanti dell’industria lattiero-casearia, un costo di 51 centesimi al litro, e agli allevatori un incasso di 65, promettendo di versare la differenza attingendo alle casse pubbliche». «L’operazione –  aggiunge Ottu – fu bloccata perché contraria alla normativa comunitaria e il risultato fu che gli allevatori intascarono solo i 51 centesimi. Attualmente, mentre le industrie pagano 62 centesimi, le cooperative riconoscono agli allevatori 75,80 centesimi al litro, ma – conclude Ottu – è una situazione che non durerà a causa della compressione del mercato».
 
   
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