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Latte siciliano, valorizzazione passa dalla certificazione di filiera

 

L'assessore La Via: «ItaliaAlleva è uno strumento molto importante per il settore»

 
     
di Valentina Madonia    
     
PALERMO (20 dicembre 2007) - La tracciabilità di filiera come strumento di valorizzazione delle produzioni lattiero casearie siciliane e di promozione sul mercato di alcuni prodotti di nicchia ad alto valore aggiunto. Questi gli obiettivi condivisi dall’assessorato Risorse Agricole e Alimentari e dall’associazione regionale allevatori che questa mattina hanno presentato alla stampa i contenuti del convegno “Il latte siciliano – rintracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale su piattaforma ItaliAlleva” che si svolgerà domani alle ore 10.30 a Villa Di Pasquale (Ragusa). Nel corso del convegno di domani verrà presentata la piattaforma ItaliAlleva, il cui obiettivo, sostiene Nino Andena, presidente dell’Associazione
Latte
 
 
 
 
 
 
 
 
italiana allevatori, è quello di offrire una garanzia certa sull’origine, la tracciabilità, la sicurezza alimentare ed il benessere animale dando quindi maggior valore aggiunto alle attività istituzionali del sistema degli allevatori (controlli funzionali-libri genealogici) e fornendo garanzie per il consumatore e tutela per le razze allevate in Italia e le loro produzioni. La piattaforma trova il suo punto di forza nel 2500 tecnici e veterinari del sistema Aia, che ogni giorno sono presenti nelle stalle italiane aderenti al circuito per effettuare una serie di controlli e verifiche sul bestiame iscritto. Ciò consente quindi di qualificare il prodotto che esce dalla stalla ed entra nel mercato attraverso opportune garanzie e certificazioni relative alle sue caratteristiche. «La valorizzazione del settore lattiero caseario e di quello zootecnico – evidenzia l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via – è estremamente legato al miglioramento e alla valorizzazione della qualità delle nostre produzioni. In questo senso, la piattaforma ItaliAlleva costituisce sicuramente uno strumento di supporto allo sviluppo del comparto, che potrà operare in perfetta sinergia con altre iniziative avviate sul territorio dai consorzi di ricerca sulla filiera lattiero-casearia (Corfilac) e delle carni (Corfilcarni)». Non bisogna dimenticare che il settore agroalimentare concorre per circa un terzo al totale delle esportazioni italiane nel mondo ed è anche il settore maggiormente colpito dalle contraffazioni. Garantire l’origine delle produzioni assume quindi una triplice valenza: promozione di particolari nicchie di prodotto – si pensi ad esempio alle produzioni ottenute esclusivamente da alcune razze autoctone – in secondo luogo tutela del produttore dal fenomeno sempre più presente dell’agropirateria oltre che una maggiore trasparenza nell’informazione diretta al consumatore. Il convegno di domani approfondirà l’argomento di interesse non solo dei consumatori ma anche dei produttori e dei trasformatori. Alla presenza dell’assessore La Via, sarà Nino Andena a tracciare lo scenario e gli
obiettivi del grande sistema allevatoriale italiano. Sono programmati, inoltre, interventi di importanti realtà del settore come Ragusa Latte, Progetto Natura e il Consorzio di tutela del formaggio Piacentinu Ennese, e in rappresentanza dei consumatori, parteciperà Giuseppe Lombardo, segretario Regionale Adiconsum. L’incontro sarà moderato dal giornalista Gianni De Luca, capo redattore de L’Allevatore Magazine.
 
   
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