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Rapporto Latte 2007, il rilancio dopo la crisi

 

In Italia il giro d’affari cresce del 4% e tocca i 26 miliardi di euro

 
     

ROMA (16 ottobre 2007) - Il settore lattiero caseario si conferma filiera trainante dell’agroalimentare nazionale. Lo scorso anno ai caseifici sono stati consegnati circa 109 milioni di quintali di latte confermando la resa dell’anno precedente. Cresce invece del 4% il giro d’affari e si attesta su base annua a 26 miliardi di euro. I dati emergono dal Rapporto Latte 2007 promosso dall’Associazione italiana allevatori (Aia) e dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Il rapporto tratteggia uno scenario produttivo e di mercato «complessivamente migliore» perchè sta vivendo da alcuni mesi una fase di rilancio, dopo anni di crisi che, ricordano gli analisti, «avevano fortemente compresso la redditività delle

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aziende». In pratica ora ci sono meno allevatori, ma producono di più. Stando ai dati del rapporto, il numero degli allevamenti con vacche da latte si aggira attualmente attorno a 46.300 unità, quando solo 20 anni fa erano 182 mila. La produzione media annuale per allevamento si è invece portata a 240 tonnellate con una crescita ulteriore di +8,8% rispetto al 2005. Una performance decisamente migliore rispetto ai decenni precedenti. Basti pensare che alla fine degli anni Ottanta ogni azienda produceva in media 60 tonnellate all’anno di latte. Il Nord resta l’area di produzione cardine del settore. L’82,3% del latte vaccino nazionale si concentra nelle otto regioni settentrionali e il 40% è concentrato nella sola Lombardia. «Nel 2006 – spiega il presidente dell’Ismea, Arturo Temerari – il valore della materia prima, pari a 5 miliardi di euro, è lievitata di oltre il 400%, raggiungendo alla fase al consumo l’imponente cifra di 25,8 miliardi». «Il che equivale a dire – aggiunge – che su un euro pagato dal consumatore italiano finiscono nelle tasche dell'allevatore meno di 20 centesimi». Tra i dati indicativi del rapporto si deduce che dai 12,2 milioni di tonnellate di materia prima impiegata dall’industria nazionale (1,7 milioni sono di importazione) si ottiene in Italia una produzione di 2,9 milioni di tonnellate di latte alimentare, 1,2 milioni di formaggi, di 300 mila tonnellate di yogurt e 123 mila di burro. Infine un’ultima nota positiva: nel 2006 a fronte dell'aumento dei consumi interni, le vendite di prodotti lattiero-caseari sono cresciute rispetto al 2005 dell’1,3% sia in quantità che in valore.
 
   
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