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Le segrete virtù del latte d’asina |
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Le sue proprietà organolettiche lo rendono molto simile a quello materno |
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PALERMO (28 gennaio 2008) - La produzione tocca ormai i 2 mila litri al giorno, per un quantitativo totale di 700 mila litri all’anno. Per il latte d’asina, patrimonio prima destinato a pochi, sembra essersi aperta una nuova era. Con l’effetto positivo di aver fatto salire a 5 mila il numero degli asini in Italia, salvandoli dal pericolo dell’estinzione. E la maggiore concentrazione di aziende, come riportato nel numero di maggio/giugno di Terrà, si trova proprio in Sicilia (70-80), seguita a distanza dall’Abruzzo (10-20). Non è un caso che la razza più consistente per numero abbia proprio i tratti siculi: 1.565 asini di razza Ragusana. Per il resto gli asini esistenti sono così suddivisi: 960 di razza dell’Amiata, allevati nelle zone di | ![]() |
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Grosseto, Genova e Viterbo; 311 di razza Martina Franca, allevati in Puglia, Brescia e Reggio Emilia; 617 di razza Sarda, allevati nelle province di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari; una decina di razza dell’Asinara, Romagnola e Dantesca e 1.517 non registrati. A determinare il sempre maggiore successo di questo alimento è l’incidenza delle allergie e delle intolleranze a varie categorie di alimenti in continua crescita soprattutto nei paesi ad alto tasso di industrializzazione. Basti pensare che ogni anno in Italia i bambini colpiti da allergie al latte vaccino sono da 10 a 15 mila; tra queste allergie quella denominata Aplv (allergia alle proteine del latte vaccino) è una delle più problematiche, sia per la grave sintomatologia che il lattante presenta dopo poche ore dall’assunzione del latte vaccino, sia perché spesso è accompagnata ad altre allergie (allergia al latte di soia). Il latte d’asina è il latte animale che si avvicina maggiormente a quello umano, sia come composizione che per caratteristiche organolettiche, e quindi rappresenta l’unica alternativa naturale ai prodotti commerciali quali il latte di soia e il latte idrosilato. A questo punto l’obiettivo degli addetti ai lavori è quello di mettere a punto un sistema di allevamento razionale per la produzione di latte. «In questo modo, infatti – spiegano – sarebbe possibile fornire un alimento prezioso al consumatore, ma anche fornire agli allevatori un reddito integrativo derivante dalla vendita del latte (al momento è possibile effettuare soltanto la vendita diretta in azienda) e salvaguardare le razze asinine siciliane “Ragusana” e “Pantesca” che andrebbero così ad assumere un’identità di animali da reddito». In particolare la razza pantesca è stata salvata dall’estinzione grazie a un progetto avviato nel 1989 dall’Azienda regionale foreste demaniali che ha portato alla ricostituzione di questa razza asinina oggi rappresentata da oltre 50 esemplari. Un recupero fondamentale dal momento che gli asini presenti da sempre in Sicilia sono riconducibili proprio all’asino di Pantelleria, diffuso in provincia di Trapani, «ma anche – precisano gli esperti – alla razza siciliana comunemente detta ed estesa in tutto il territorio insulare». Le due razze hanno dato vita ad una serie di incroci, alcuni dei quali molto validi. L’Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia, con sede alle pendici di Baida, a Palermo, ha intanto dato il via ad un progetto sul latte d’asina. E in quest’ottica ha anche stipulato convenzioni ad hoc con l’ospedale Di Cristina e con il Policlinico di Palermo. La scoperta delle virtù organolettiche del latte d’asina ha, com’era prevedibile, fatto aprire gli occhi agli imprenditori che si sono dati da fare per mettere in piedi allevamenti un po’ in tutta la Sicilia. Oltre a quello a cui si appoggia l’Istituto sperimentale zootecnico della Sicilia, infatti, allevamenti sono sorti in provincia di Agrigento, a Casteltermini, a Ragusa, e a Giarre, in contrada çiscarello Aranci, nelle vicinanze di Milo. Consigli e cifre per l'acquisto Nel complesso il latte d’asina viene venduto ad un prezzo che oscilla tra 7 e 10 euro. Si tratta di un prodotto generalmente acquistato in quantità relativamente grandi poiché si presta ad una buona conservazione (4°C) e per periodi piuttosto lunghi può anche essere congelato. «Occorrerà però – avvertono i produttori – stare attenti alle successive temperature di scongelamento che non dovranno superare i 70°C al fine di evitare la precipitazione delle siero proteine». Le quantità medie di latte ottenute ad ogni mungitura possono variare dai 300 ai 750 ml con picchi di 1.200 e 1.500 in relazione alla mole e al periodo di mungitura dell’asina. La mungitura può essere condotta manualmente oppure in maniera più efficiente con l’impiego dei sistemi meccanici comunemente adoperati per gli ovi-caprini.Un servizio più approfondito sull'asino sarà pubblicato sul prossimo numero di Terrà. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||