|
|
|
| Home | Informazione | Eventi & Sagre | Multimedia | Scaffale |
Latte cinese, adesso la colpa è dei parametri |
||||||||||||
Oms: il caso esplode perché i limiti di melamina sono stati fissati da poco |
||||||||||||
GINEVRA (3 ottobre 2008) - «L’emergenza scatenata dal latte cinese contaminato dalla melamina è sorta anche perché, malgrado la tossicità della sostanza, in molti Paesi solo da poco tempo sono stati fissati i limiti entro i quali la sua presenza negli alimenti è consentita». Lo ha sottolineato l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, secondo cui ciò è accaduto in quanto, fino allo scoppio della scandalo in Cina, la stessa melamina non era considerata alla stregua di un ingrediente comune. Eppure, già l’anno scorso l’allarme era scattato negli Stati Uniti in seguito alla scoperta di melamina in mangimi per animali domestici, all’origine di circa diecimila casi di avvelenamento di cani o gatti. «Per | ![]() |
|||||||||||
quanto ne so – ha dichiarato Peter Ben Embarek, esperto di sicurezza alimentare dell’agenzia sanitaria delle Nazioni unite –, l’Unione europea, Hong Kong e la Nuova Zelanda soltanto nelle ultime settimane hanno stabilito in via transitoria un limite di 2,5 milligrammi per chilogrammo nei generi alimentari. Limite ridotto a un solo milligrammo per chilo negli alimenti destinati ai bambini». L’allarme è scattato proprio dopo il rinvenimento di tracce della sostanza chimica in latte in polvere di varie marche per il consumo infantile: nella sola Repubblica popolare ammontano ad almeno 53.000 gli episodi accertati, quattro con esito letale, di piccoli che si sono sentiti male dopo aver ingerito il latte adulterato, per lo più accusando calcoli renali. Il pericoloso composto, impiegato di regola nella produzione di adesivi, plastiche e vernici, è poi stato trovato anche in latte di altro tipo, e in prodotti derivati. «La melamina – ha spiegato ancora Embarek – non ha nulla a che fare con la catena alimentare, e quindi non è stato fissato alcun criterio a livello globale. Esistono miliardi di prodotti chimici che di norma non si dovrebbero trovare nel cibo. Fissare un limite per tutti quei prodotti è pertanto impossibile. È appunto il caso della melamina». Infatti, tali criteri sono adottati unicamente quando si tratti di sostanze la cui presenza negli alimenti è nota perché sono utilizzate nel processo produttivo: per esempio, i pesticidi. Sembra che al latte cinese incriminato la melamina fosse stata mescolata in quanto, per aumentarne la quantità, lo si era annacquato: l’aggiunta aveva lo scopo di mantenerne apparentemente invariato il contenuto proteico, eludendo così i controlli di qualità. A parte questo, casi di contaminazione accidentale possono essersi verificati nel confezionamento, oppure attraverso lo sporadico contatto con determinate superfici nella fase di fabbricazione del prodotto. Ci sono altresì alcuni fertilizzanti che contengono a loro volta melamina, sebbene siano di rado utilizzati in agricoltura. In ogni caso, ha rassicurato Embarek, in modiche quantità la melamina non è particolarmente nociva per la salute. «Il suo grado di tossicità è piuttosto basso, e in tracce o anche a basso dosaggio è eliminata dall’organismo senza conseguenze negative». Il problema nasce però dal fatto che non si conoscono a priori i livelli di melamina presente in un certo alimento o in un altro: per tale ragione, sempre più governi hanno vietato, o quanto meno limitato, la distribuzione sui mercati dei prodotti che la contengono». Vietnam e Filippine Melamina è stata individuata in diciotto prodotti alimentari in Vietnam e in due nelle Filippine. Lo hanno annunciato le autorità sanitarie dei due Paesi. La molecola, all’origine di quattro decessi di neonati in Cina, è stata individuata in Vietnam in latte e prodotti lattiero-caseari importati dalla Cina, ma anche in biscotti importati da Malesia e Indonesia e in scatolette di latte importate dalla Thailandia. «Intensificheremo i controlli per garantire la sicurezza dei consumatori», ha promesso Nguyen Thi Khanh Tram, vicedirettore dell’agenzia vietnamita di sicurezza alimentare. Nelle Filippine, sui trenta tipi di prodotti cinesi già controllati, due erano contaminati alla melamina. Si tratta dei prodotti dei marchi cinesi Mengniu e Yili, ha precisato il segretario alla salute Francisco Duque. Ulteriori analisi dovranno essere effettuate su altri duecento prodotti, i cui risultati potrebbero essere annunciati all’inizio della settimana prossima. Dopo lo scandalo in Cina, il governo filippino ha proibito l’importazione e la vendita di prodotti cinesi. Un grande supermercato è perseguito in giudizio per non avere rispettato questo divieto; un’indagine è stata aperta nei confronti di un altro esercizio. Ungheria L’Ungheria ha imposto il divieto d’importazione dei prodotti alimentari per l’infanzia dalla Cina. Lo scrive l’agenzia di stampa magiara Mti. Il divieto è basato su una decisione dell’Unione europea, resa pubblica il 27 settembre, che pone il bando sui prodotti cinesi contenenti latte in polvere, dopo che nel paese asiatico è esploso lo scandalo del latte alla melanina. Il capo dell’Ufficio veteninario magiaro Miklos Suth ha anche annunciato che le aziende in possesso di stock di prodotti alimentari importati dalla Cina dovranno farli analizzare dalle autorità e, se dovessero contenere quantità di melanina superiori a 2,5 milligrammi per chilo, verranno distrutti. Russia Gli ispettori alimentari russi hanno individuato quasi due tonnellate di latte in polvere cinese che si ritiene sia stato contaminato con melamina chimica industriale. Lo hanno riportato le agenzie di stampa russe. Secondo l’Itar-Tass, il responsabile del settore epidemiologico nazionale russo Gennady Onishchenko ha dichiarato che i prodotti incriminati sono stati sequestrati a Khabarovsk, sulla frontiera cinese. L’Interfax ha riferito che gli ispettori hanno scoperto oltre mille articoli nel Paese contenenti prodotti caseari cinesi. L’Agenzia russa per la vigilanza dei diritti dei consumatori (Rospotrebnadzor) ha messo al bando tre giorni fa l’importazione di tutti i prodotti caseari cinesi. Il provvedimento ha seguito la notizia che latte contenente melamina potrebbe aver ucciso quattro neonati cinesi e fatto ammalare altri 54 mila bambini. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||