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Latte cinese, in Italia allarme ingiustificato |
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Mentre i consumatori preferiscono il prodotto nazionale, continuano i casi di contaminazione |
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ROMA (2 ottobre 2008) - «La melamina provoca insufficienza renale ma in Italia il rischio è quasi pari a zero». Così Andrea Ghiselli, ricercatore all’Istituto di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), commenta l’allarme lanciato dal Codacons sulla presenza del latte in polvere cinese in alcuni alimenti venduti nei supermercati italiani. Il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha denunciato «la vendita di confezioni di patatine prodotte in Cina, che contengono come ingrediente anche latte in polvere, risultante chiaramente dalle informazioni riportate sulla confezione. Abbiamo inoltre sospetti anche su caramelle e dolciumi vari – prosegue Rienzi – realizzati con latte in polvere di cui si ignora totalmente la provenienza». Per Ghiselli | ![]() |
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non ci sono rischi per la salute della collettività «in quanto in Italia non si consuma latte condensato puro e seppure si dovesse ingerire una caramella o un pezzo di cioccolato prodotto con latte in polvere contenente melamina la quantità è talmente irrisoria da non poter provocare effetti indesiderati». Ghiselli spiega che «il caso cinese che ha visto la morte di molti bambini a causa della melamina è da imputare al loro tipo di alimentazione: ai neonati in Cina viene somministrato esclusivamente latte in polvere, cosa che non accade in Italia». Resta comunque importante la provenienza delle materie prime. «Se si riuscisse a conoscere – conclude il presidente del Codacons – dove è stato allevato l’animale dal quale deriva l’alimento saremmo in grado di rintracciare cosa ha mangiato e questo permetterebbe di circoscrivere le situazioni di emergenza». Sud Corea Le autorità sud-coreane hanno trovato tracce di melamina in prodotti contenenti latte importati dalla Nuova Zelanda usati per fare il latte in polvere per i neonati e ne hanno vietato l’importazione. La Korea Food and Drug Administration ha dichiarato che il prodotto, lattoferrina, è fabbricato dalla Tatua Cooperative Diary Company della Nuova Zelanda. La Corea del Sud ha deciso di vietare tutti gli altri prodotti di questa azienda finché non saranno condotti ulteriori test, ha detto l’authority. Taiwan Il ministero della sanità di Taiwan ha reso noto di aver ritirato dalle vendite sei prodotti lattei della Nestlè in cui erano state trovate tracce di melamina. «I prodotti (della provincia cinese) di Heilongjiang sono risultati positivi a livelli molto bassi di melamina e sono stati ritirati dagli scaffali», ha detto il ministro, Yeh Ching-chuan. Tra gli articoli adulterati, prodotto dalla Shuangcheng Nestle Co situata a Heilongjiang e venduti con il marchio Nestlè e Klim, latti destinati alla prima infanzia e prodotti lattiero-caseari per gli anziani. Il ministero ha in ogni caso assicurato che i livelli minimi di melamina individuati non avrebbero costituito un rischio per la salute. La Nestlè ha comunque ribadito la sicurezza e qualità dei propri prodotti. «Ci adeguiamo alle autorità che hanno rimosso i prodotti dagli scaffali, ma ripetiamo che i nostri prodotti non sono adulterati con melamina», ha detto il portavoce della Nestlè, Liang Chia-ruei.Austria Le autorità sanitarie dello stato austriaco della Stiria hanno individuato un “milk-shake” con tracce di melamina in un ristorante cinese della regione. Secondo l'agenzia austriaca Apa, il prodotto latteo aveva un elevato contenuto della sostanza chimica tossica, che viene aggiunta al latte per dare l'impressione che abbia un più elevato contenuto proteico. Secondo il portavoce del ministero ella sanità, la quantità di prodotto adulterato era piccola e importata illegalmente. Il proprietario del locale ha riferito di aver comprato il “milk-shake” in un negozio cinese di Vienna e ha assicurato che era destinato al suo personale consumo. Nel negozio chiamato in causa, gli ispettori sanitari non hanno trovato tracce del prodotto in questione, che già era stato ritirato dagli scaffali. Secondo il ministero della Sanità austriaco, nelle due ultime settimane, da quando cioè lo scandalo è venuto alla luce, sono state analizzati in Austria 184 prodotti alimentari provenienti dalla Cina, tra i quali cioccolato, caramelle, gallette e ingredienti per zuppa. In 107 di questi prodotti, non è stato trovato nulla di irregolare, mentre ancora si attende il risultato delle restanti analisi. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||