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Formaggi, nel 2007 export italiano cresce del 3,36%

 

Assolatte: «Lombardia al primo posto per produzione e qualità»

 
     

MILANO (10 luglio 2008) - Nel 2007 le esportazioni di formaggi italiani sono state di 245.075 tonnellate, con un incremento del 3,36% sull'anno precedente). È quanto emerge dai dati di Assolatte. Il maggior importatore di formaggi italiani è la Francia (con il 17%), seguita da Germania e Stati Uniti (14%), Regno Unito (10%), Spagna e Svizzera (7%). E fra i prodotti italiani il Taleggio ha registrato una produzione annua di 4 milioni e 400 mila forme da 2 chilogrammi l'una. Il dato emerge dallo “Studio sul posizionamento del prodotto” effettuato dal Consorzio di tutela che punta così a far crescere ulteriormente la conoscenza e la vendita di questa Dop, Denominazione d'origine protetta. «Prodotti eccellenti – ha detto Luca

Formaggi
 
 
 
 
 
 
 
 
Ferrazzi, assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia – che trovano nella qualità il proprio valore aggiunto. E tutto ciò grazie alla professionalità e all'impegno dei nostri produttori che fanno del rispetto delle regole, della sicurezza alimentare e della tutela dell'ambiente punti fermi del loro modo di operare». Il Taleggio, formaggio di origini antichissime, è stato protagonista di un incontro avvenuto oggi a Palazzo Giureconsulti di Milano, alla presenza, fra gli altri, di Luca Ferrazzi, assessore regionale all'Agricoltura, e Lorenzo Sangiovanni, presidente del Consorzio di Tutela. Documenti risalenti al 1200 fanno infatti riferimento al suo commercio e a suoi scambi fin da quegli anni. Zona d'origine è la Val Taleggio, in provincia di Bergamo. Nel tempo, con la crescita dei consumi, la produzione si è progressivamente estesa alla pianura Padana, dove oggi operano molti aseifici. Aree di produzione e di stagionatura sono la Lombardia (nelle province di Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano e Pavia), il Piemonte (Novara) e il Veneto (Treviso). «Il Taleggio – ha ricordato Luca Terrazzi – è uno dei formaggi italiani le cui caratteristiche peculiari sono tutelate dall'Unione europea, ed è per questo che l'approvvigionamento del latte, la produzione e la stagionatura devono avvenire esclusivamente nella zona indicata dalla legislazione italiana e comunitaria». Il latte impiegato, infatti, deve provenire esclusivamente da stalle ubicate in zona di origine e inserite nel sistema di controllo della società di certificazione. Allargando, poi, più in generale, il discorso al settore lattiero-caseario l'assessore Ferrazzi ha ribadito «la centralità della Lombardia, regione in cui operano oltre 7.000 produttori che garantiscono al mercato il 40% del totale del  latte nazionale».
 
   
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