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Crisi Parmigiano, domani il tavolo tecnico |
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In difficoltà anche il Grana. Chiesta una riorganizzazione della filiera |
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ROMA (9 ottobre 2008) - Comincerà a lavorare domani, 10 ottobre, il tavolo tecnico convocato al ministero dell’Agricoltura per affrontare la crisi del Parmigiano reggiano e del Grana padano. «La costituzione del tavolo – spiega in una nota il ministero – è stata decisa al termine dell’incontro al dicastero di via 20 Settembre convocato per discutere della difficile situazione dei due prodotti caseari». Il nuovo organismo dovrà quindi affrontare i punti messi all’ordine del giorno dai partecipanti alla riunione odierna. «La crisi di Parmigiano e Grana – spiega il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia – è una delle emergenze che stiamo affrontando con impegno. So che i tempi devono essere strettissimi e condivido dunque la decisione | ![]() |
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di un esame puntuale delle singole questioni, premessa indispensabile per procedere in maniera efficace e intelligente». «Leggo anche delle lamentele – sottolinea il titolare del Mipaaf – di alcuni degli esponenti presenti al tavolo odierno e me ne rammarico, mi pare siano davvero strumentali. Nello stesso momento in cui si affrontava una crisi importante come quella del Parmigiano reggiano e del Grana padano, ero impegnato a ricevere una delegazione del mondo dell’ippica, che pure attraversa un momento drammatico, con il rischio ormai alle porte che migliaia di persone perdano il lavoro». «Mi rendo perfettamente conto – aggiunge il ministro – che faziosità e partigianerie di schieramento possano ottenebrare la ragionevolezza. Rammento dunque che il tavolo era presieduto al più alto livello istituzionale possibile, con la presenza del capo di gabinetto del ministero, e che tutti gli altri partecipanti hanno convenuto su conclusioni condivise. Mi rammarico ancora – conclude Zaia – del fatto che problemi reali, che per essere risolti necessitano di lucidità ed equilibrio, siano affrontati con tanta superficialità, senza tener conto degli effetti negativi che inevitabilmente accompagnano simili strumentalizzazioni». Le richieste dei produttori Sono cinque i punti fondamentali da sottoporre al tavolo tecnico. Veri e propri “step” messi a punto una settimana fa d’accordo con il consorzio del Parmigiano reggiano. Come aveva già spiegato l’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, «la direzione da prendere sarà quella di una profonda riorganizzazione della filiera dal punto di vista commerciale, oggi vero punto di debolezza del Parmigiano». Praticamente si chiede di creare una sorta di aggregazione commerciale tra i caseifici «in modo tale da concentrare l’offerta e avere un maggiore potere di vendita». Altro punto su cui si è discusso riguarda invece l’ipotesi di un finanziamento, assieme al Consorzio, per ritirare dal mercato un numero di forme di parmigiano così da far aumentare la domanda rispetto all’offerta. E di conseguenza far alzare il prezzo. Ma di mezzo ci sono anche i debiti che i produttori, in piena crisi economica, hanno contratto con le banche. Problema non di poca considerazione visto il tempo da cui la crisi del settore si sta protraendo. Infine è stato messo sul tavolo un possibile accordo con il ministero delle Attività produttive per includere il Parmigiano reggiano tra quei prodotti che rientrano nella disciplina promozionale. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||