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Germania, la protesta si sposta davanti i supermercati

 

Allevatori manifestano contro la Grande distribuzione organizzata

 
     

BERLINO (4 giugno 2008) - Le proteste degli allevatori tedeschi contro i prezzi troppo bassi del latte si sono spostate oggi davanti alle sedi di alcune tra le principali catene di supermercati del Paese, mentre i produttori lattiero-caseari stimano in almeno 50 milioni di euro le perdite subite finora a causa degli scioperi. Un gruppo di allevatori ha dimostrato oggi davanti al quartier generale della catena di supermercati Edeka, ad Amburgo, mentre in giornata altre proteste sono previste davanti alla sede di un altro colosso tedesco della grande distribuzione, la catena discount Aldi.   Proprio quest’ultima, insieme alla Lidl, ha deciso nei mesi scorsi di abbassare fino al 18% i prezzi del latte al dettaglio, provocando la violenta

Latte
 
 
 
 
 
 
 
 

reazione degli allevatori. Questi, stretti tra la morsa delle spietate politiche della grande distribuzione e del costante aumento dei prezzi del carburante e dei mangimi, sono in sciopero dalla settimana scorsa e già alcuni supermercati hanno cominciato a razionare il latte. Intanto, secondo il presidente della Federazione dei produttori lattiero-caseari (Miv), Eberhard Hetzner, le perdite per gli associati ammontano finora «di sicuro a cinquanta milioni di euro».

La protesta nelle campagne Si inasprisce in Germania la crisi provocata dal lungo sciopero degli allevatori tedeschi in segno di protesta contro i prezzi troppo bassi del latte. I produttori lattiero-caseari hanno minacciato oggi di ricorrere alla giustizia per porre fine al blocco delle consegne che da qualche giorno comincia a far scarseggiare il latte nei supermercati, con disagi per i consumatori. La minaccia segue le proteste sempre più dure degli allevatori, che ieri hanno cercato anche di ostacolare le consegne di latte con blocchi stradali, rendendo necessario anche l’intervento della polizia. Gli allevatori, inoltre, pur di non vendere il loro latte, continuano a scaricarlo nei campi per utilizzarlo come fertilizzante, oppure come nutrimento per i vitelli. I problemi sono cominciati ad aprile, quando alcune catene di supermercati tedeschi hanno deciso di abbassare il prezzo del latte fino al 18% (a circa 60 centesimi al litro). Gli allevatori hanno accusato la grande distribuzione di sfruttare il suo dominio del mercato per dettare i prezzi al consumo, a livelli in cui diventa difficile produrre a causa dei costanti aumenti dei prezzi del carburante e dei mangimi. Una protesta, questa, che non interessa solo la Germania, ma anche altri Paesi europei, come il Belgio e l’Olanda. Proprio oggi il quotidiano Die Welt pubblica una grande foto, scattata domenica scorsa, di un bambino che si fa il bagno in una piscina a Wijdewormer (Olanda), che gli allevatori locali avevano riempito riempito di latte in segno di protesta. Dopo una settimana di scioperi, quindi, degli allevatori, la tensione continua a salire. «Se un allevatore decide di volere interrompere le consegne di latte, questa è una sua scelta – ha detto Rundfunk Eberhard, un dirigente della Federazione dei produttori lattiero-caseari (Miv), al quotidiano Bayerischer Rundfunk –. Ma se per i caseifici è impossibile ricevere il latte che altri allevatori vogliono consegnare loro, questo è illegale». E poi: «È arrivato il momento di prendere misure legali».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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