conseguito il secondo livello e aspetta di frequentare il terzo per entrare a tutti gli effetti nel mondo dei professionisti del settore, ma è già molto conosciuto e stimato in ambito regionale.
La passione per i vini e i prodotti tipici l’ha ereditata dal padre Nuccio e maturata sin dai primi anni di vita in maniera assolutamente spontanea. Nessuna forzatura, solo un’inclinazione naturale nata ascoltando i racconti del genitore sulle origini di ogni vino e sulle sue peculiarità. Ogni giorno in compagnia di scaffali traboccanti di bottiglie dalle mille etichette e dalle mille storie, questo enfant prodige, spinto da un’incessante curiosità, sogna già «di ingrandire l’enoteca di papà, di girare l’Italia per scoprire i vitigni e i prodotti locali e fare corsi di degustazione che facciano avvicinare i giovani al mondo del vino». Nel tempo libero adora intrattenere con la sua straordinaria verve i clienti dell’enoteca, parlando dei vini che ama di più, come ogni suo coetaneo farebbe con i giocatori della squadra del cuore. «Il mio preferito è un rosso siciliano, un Faro Doc», precisa, mentre indossa orgoglioso la giacca blu con lo stemma ufficiale dell’Ais e si arrampica sugli scaffali sotto lo sguardo vigile del padre. «Il mio mito – conclude senza nemmeno rendersi conto di quanto possa apparire buffo e bello un ragazzino che annusa del vino in un bicchiere più grande del suo stesso viso – è Paolo Laonciani, il sommelier della rubrica Gusto, del Tg5. Mi piace troppo per la sua classe».