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Non è mai troppo presto per diventare sommelier

   

Storia di un ginnasiale che si è già assicurato la stima dell’Ais

 
     
di Cristina Foti    
   

Ci sono passioni che scaturiscono prepotentemente, senza preoccuparsi del tempo e dell’età. Interessi che muovono ogni pensiero e indicano subito la via da intraprendere senza remore o dubbi. È questo il caso di Gioele Micali, quindici anni, un primato come sommelier più giovane d’Italia e una dialettica da lasciare a bocca aperta. Frequenta brillantemente il quinto ginnasio, ama la musica e il teatro, ma il luogo in cui dà il meglio di sé è l’enoteca gestita dalla famiglia, a Itala, piccolo centro ionico della provincia di Messina. Circondato da migliaia di bottiglie di vino, sommerso dai libri sui vitigni e dalle varie guide enogastronomiche, Gioele è diventato ormai la mascotte dell’Ais (Associazione italiana sommelier). Ha

Sommelier
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conseguito il secondo livello e aspetta di frequentare il terzo per entrare a tutti gli effetti nel mondo dei professionisti del settore, ma è già molto conosciuto e stimato in ambito regionale. La passione per i vini e i prodotti tipici l’ha ereditata dal padre Nuccio e maturata sin dai primi anni di vita in maniera assolutamente spontanea. Nessuna forzatura, solo un’inclinazione naturale nata ascoltando i racconti del genitore sulle origini di ogni vino e sulle sue peculiarità. Ogni giorno in compagnia di scaffali traboccanti di bottiglie dalle mille etichette e dalle mille storie, questo enfant prodige, spinto da un’incessante curiosità, sogna già «di ingrandire l’enoteca di papà, di girare l’Italia per scoprire i vitigni e i prodotti locali e fare corsi di degustazione che facciano avvicinare i giovani al mondo del vino». Nel tempo libero adora intrattenere con la sua straordinaria verve i clienti dell’enoteca, parlando dei vini che ama di più, come ogni suo coetaneo farebbe con i giocatori della squadra del cuore. «Il mio preferito è  un rosso siciliano, un Faro Doc», precisa, mentre indossa orgoglioso la giacca blu con lo stemma ufficiale dell’Ais e si arrampica sugli scaffali sotto lo sguardo vigile del padre. «Il mio mito – conclude senza nemmeno rendersi conto di quanto possa apparire buffo e bello un ragazzino che annusa del vino in un bicchiere più grande del suo stesso viso – è Paolo Laonciani, il sommelier della rubrica Gusto, del Tg5. Mi piace troppo per la sua classe».

 
   
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