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Frutta secca, la qualità verso il decollo
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Primo obiettivo raggiunto: patto di ferro tra produttori e trasformatori
     
di Roberto Giaconia    
   
PALERMO (22 febbraio 2010) - Da circa un ventennio il comparto frutta secca della Sicilia attraversa una fase di crisi. Le cause principali sono dovute alla concorrenza, spesso sleale, dei prodotti stranieri. «Nel caso della mandorla – spiega IgnazioVassallo, responsabile della rete regionale per la frutta secca – la nostra varietà Tuono deve fare i conti con “panetti di mandorla” a base di semi di “armelline” (semi di albicocche) e insaporiti con aromi di mandorle amare, provenienti da Olanda e Germania, o con mandorle californiane, dal gusto legnoso e con pochi olii e amigdalina, che stanno irrimediabilmente squalificando la pasticceria siciliana, famosa in tutto il mondo». Per quanto riguarda il pistacchio, il
Frutta secca
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problema principale è legato al prezzo: il prodotto d’importazione, infatti, costa quasi il 50% in meno di quello locale. E proprio per salvare queste produzioni e rilanciare un settore importante come la pasticceria regionale, l’assessorato Risorse agricoole e alimentari e ha messo in campo un progetto che coinvolge tutti gli attori della filiera. Il primo passo di questo importante percorso è stata la firma del contratto tra produttori e trasformatori: le mandorle dei consorzi di Avola e di Agrigento e il pistacchio del consorzio di Bronte saranno le materie prime utilizzate dall’azienda dolciaria Fiasconaro di Castelbuono (Pa). L’accordo premia l’amministrazione regionale per il suo ruolo di mediazione ed è importante, non tanto per la cifra stanziata che ammonta a circa 200 mila euro, ma perché finalmente anche l’alta pasticciera ha avviato un percorso di tutela delle nostre produzioni e della nostra agricoltura. I partner della filiera, inoltre, hanno messo a punto un progetto triennale di tracciabilità cartacea e informatica per le produzioni siciliane di pistacchi, mandorle, nocciole, noci e carrubbe. Della rete di lavoro fanno parte l’assessorato all’Agricoltura, quale garante della tracciabilità e della qualità delle materie prime, dalla produzione alla trasformazione; le università di Catania e Palermo, quali enti preposti alla valorizzazione degli ecotipi locali; l’Asca, il Coribia e l’Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari di Catania, quali enti controllori della sicurezza dei requisiti di qualità. Della filiera produttiva, invece, fanno parte i consorzi di tutela del pistacchio di Bronte, della mandorla diAvola e l’associazione Mandorla di Agrigento.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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