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Emilia Romagna, scompaiono i pescheti

 

Dal 2000 al 2006 la Cia registra un calo di 4.900 ettari

 
   

CESENA (4 agosto 2008) - Dal 2000 al 2006 la superficie coltivata a pesche e nettarine in Emilia-Romagna si è via via ridotta, passando da 75.600 ettari a 67.100, con una riduzione dell'11%. L'allarme per il frutto Igp arriva da Maurizio Solfrini, presidente della Confederazione italiana degli agricoltori di Forlì-Cesena. La specie più penalizzata è stata il pesco, con 4.900 ettari in meno in tutta la regione, di cui 3.600 sottratti alla Romagna. Colpa, per Solfrini, della concorrenza italiana ed estera sulle varietà più precoci, ma anche dell'andamento stagnante dei consumi interni. «La gente ha meno soldi in tasca e quindi tende ad acquistare meno frutta», ha rilevato. Il presidente sarà domani sera in piazza Primo Maggio a

Pesche
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Cattolica per presentare direttamente ai turisti la bontà delle specie coltivate in Romagna. Per promuovere pesche e nettarine di Romagna Igp la Cia Forlì-Cesena e Ravenna, con Copagri e Confagricoltura, sta girando la Riviera Adriatica con la manifestazione “Un mare di frutta”. I prossimi appuntamenti sono domani a Cattolica, sabato a Marina di Ravenna in piazza Markus e mercoledì 13 agosto a Lido Adriano in piazza Vivaldi. Tutti gli incontri si svolgono dalle 20 alle 23 con degustazioni e assaggi in collaborazione con i principali produttori della zona.

 

 

 
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