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Nocciolo, mercato e ricerca scientifica

 

Bilancio positivo per il 7° congresso internazionale di Viterbo

 
   

VITERBO (30 giugno 2008) - I progressi della genetica, l’individuazione di sistemi di coltivazione che migliorino la qualità e l’incertezza sugli sviluppi del mercato economico sono stati alcuni dei temi al centro del 7° Congresso internazionale sul nocciolo, il più importante appuntamento dedicato alla corilicoltura, che si è svolto a Viterbo dal 23 al 27 giugno scorsi, con una partecipazione di oltre 200 persone provenienti da 25 Paesi tra cui i principali produttori, Turchia, Italia, Stati Uniti e Spagna. «L’organizzazione del Congresso internazionale sul nocciolo nella Tuscia – ha dichiarato Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - ci ha offerto lo spunto per

Nocciole
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sottolineare l’importanza che riveste questo prodotto per il nostro territorio sia in termini economici sia scientifici, a tal punto da divenire punto di riferimento a livello internazionale. Ci ha offerto inoltre il pretesto per inaugurare la prima Festa della nocciola, mettendo in mostra quanto di meglio le nostre imprese agroalimentari e artigiane sanno fare con le nocciole»

I risultati scientifici emersi nel corso delle varie sessioni di lavoro

Marketing e politiche economiche Le problematiche di carattere più strettamente reddituale e commerciale riguardano in maggior misura i Paesi che detengono la quota largamente preponderante del mercato mondiale - Turchia, Italia e Sati Uniti – seppure con  tematiche abbastanza diverse. Nel caso turco due sono i temi emergenti: da un lato il ruolo del supporto pubblico per la redditività della coltura e l’evoluzione che questo potrebbe subire in relazione ad un futuribile ingresso della Turchia nell’Unione Europea, dall’altro le strategie da mettere in campo per migliorare la qualità del prodotto, per aumentare la redditività dei nocciolicoltori e per migliorare le condizioni ambientali delle aree di più intensa produzione attraverso la conversione al regime biologico, che trova ancora una scarsissima adesione fra i produttori turchi. La produzione biologica è stato anche il tema di alcuni interventi di studiosi italiani, anche se in questo caso l’approccio è più di carattere territoriale piuttosto che aziendale. È questa una novità nell’approccio allo studio della corilicoltura che risente delle recenti normative nazionali sul tema dei distretti (rurali, agroalimentare e biologici). Interesse comune degli economisti italiani e americani è anche l’adattamento delle imprese corilicole alla variabilità dei prezzi indotta dalla offerta turca che rappresenta il 75% del totale mondiale.
Germoplasma e miglioramento genetico È emersa una forte sensibilità nei riguardi del rinnovamento varietale, evidenziando una spiccata attitudine all’impiego delle biotecnologie per abbattere i lunghi tempi di valutazione del germoplasma, tipici per questa specie. Una corposa attività di valutazione fenotipica sia sotto il profilo produttivo che fenologico è in fase di esecuzione, sia in aree tradizionalmente vocate alla coltivazione della specie, sia in paesi emergenti, come il Cile ed il Sud Africa, che in futuro potrebbero far registrare una rilevante crescita produttiva. Tra le attività in corso, è senza dubbio da evidenziare il programma di miglioramento genetico in esecuzione presso l’Oregon State University (Usa), orientato principalmente alla costituzione di cultivar resistenti ad Eastern Filbert Blight, patologia fungina causata da Anisogramma anomala, nonché nella costituzione di “impollinatori universali”, con l’obiettivo di incrementare la produttività dei noccioleti del Nord America. In Europa, con il progetto Safenut sono in fase di esecuzione delle attività di valutazione e catalogazione del germoplasma corilicolo del bacino mediterraneo, quale innovativa attività che può rappresentare una importante base di partenza per la realizzazione di nuovi programmi di miglioramento genetico anche in Europa, dove le coltivazioni sono principalmente costitute con l’impiego di cultivar tradizionali che dovrebbero essere migliorate sia in termini qualitativi che di resistenza alle malattie.
Biologia e fisiologia Interessanti contributi sono stati presentati in occasione della sessione sulla biologia e fisiologia della specie, principalmente orientati sulla complessa biologia fiorale che la caratterizza, nonché su aspetti riguardanti la fisiologia della radicazione delle varie cultivar, impiegando tecniche di propagazione classica, e in particolare attraverso il miglioramento delle tecniche di propagazione in vitro, di grande utilità per l’ottenimento di materiale di propagazione di qualità ed esente dalle principali problematiche fitopatologiche.
Tecnica colturale Particolare risalto è stato dato alle tematiche connesse all’irrigazione, alla gestione della chioma, alla fertilizzazione e alla meccanizzazione. In una fase in cui la risorsa acqua risulta essere sempre più limitata, il nocciolo, in passato condotto in asciutto, rientra oramai a pieno titolo tra le colture che si avvantaggiano nettamente dell’irrigazione. Mentre collaudati sono i sistemi irrigui che meglio si prestano per l’irrigazione della specie, la definizione della campagna irrigua, dei volumi e dei turni di adacquamento è ancora oggi stimata in maniera empirica e spesso con eccessi di somministrazione idrica.
Aspetti fitosanitari Sono state passate in rassegna le principali azioni di controllo delle patologie comuni del nocciolo sia in termini di batteriosi, virosi e malattie fungine, dando anche grande risalto ai danni causati da insetti. Tra tutti gli aspetti analizzati in questa sessione merita senz’altro attenzione l’attitudine che gli addetti al settore stanno rivolgendo alle tecniche alternative di controllo delle fitopatologie su base biologica, talvolta con impiego di predatori e parassitoidi, a testimonianza che la comunità scientifica attuale presenta una spiccata sensibilità nei riguardi della somministrazione di fitofarmaci, che inevitabilmente sono caratterizzati da impatto ambientale.
Qualità, conservazione e trasformazione Accertata la grande valenza dietetica e nutrizionale delle nocciole, i ricercatori stanno operando per affinare il grado di conoscenza delle caratteristiche compositive delle nocciole anche su base varietale, ponendo l’accento sulle tecniche di stoccaggio e conservazione delle produzioni per garantire alle nocciole standard qualitativi elevati e stabilità nella conservazione di medio e lungo periodo. Un ulteriore e interessante elemento emerso in occasione della sessione è l’attenzione che la comunità scientifica sta rivolgendo alla possibilità di impiego dell’analisi sensoriale nella valutazione qualitativa delle nocciole, quale strumento plurivalente implicato tra l’altro nella promozione di azioni volte alla tipicizzazione delle produzioni.

 

 

 
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