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Dal campo al banco qualità sotto controllo

Tracciabilità e certificazione garantiscono tutta la filiera

 

   

PALERMO (3 luglio 2009) - Tracciabilità e garanzie al consumatore sono due elementi essenziali per il successo sul mercato dei prodotti di quarta gamma. Trattandosi di un prodotto con una shelf life abbastanza breve, chi lo acquista vuole sentirsi sicuro non soltanto di comprare un buon prodotto, ma che questo sia anche sano e controllato. In tal senso bisogna sottolineare la carenza in Italia di una normativa specifica che regolamenti la qualità dei prodotti del settore, a differenza di quanto accade in altri Paesi. In Francia, per esempio, già nel 1988 esisteva una “Guida sulle buone pratiche igieniche” e a partire dal 1990 è stato instaurato il “Label rouge” che garantisce la qualità del prodotto. Le uniche normative di

IV gamma
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riferimento in Italia sono quelle riguardanti la qualità sanitaria che, concepita per gli ortaggi e la frutta fresca, viene applicata anche ai prodotti di quarta gamma, con l’estensione dei controlli effettuati dalle Aziende sanitarie locali. Inoltre, trattandosi di un prodotto venduto in busta o vaschetta va applicata la normativa vigente in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari. Quanto alla certificazione sul processo produttivo, le aziende italiane possono attenersi al pacchetto di igiene europeo, in vigore dal 2005, che cita in modo specifico i prodotti di quarta gamma evidenziando i limiti microbiologici da rispettare per i singoli prodotti ortofrutticoli.
Negli ultimi anni le principali aziende del settore si sono organizzate per promuovere la qualità del prodotto a partire dal pieno campo fino alla vendita, puntando al miglioramento qualitativo dell’intero processo produttivo per valorizzare l’offerta e per rilanciare i prodotti. A partire dalla certificazione Iso 9001:2000, all’applicazione dell’autocontrollo secondo il modello Haccp e ancora alla certificazione del biologico. Volendo dare ancora più garanzie di qualità al consumatore, le aziende possono ricorrere anche alla certificazione di prodotto, che per la quarta gamma spesso coincide con la certificazione di produzione integrata, o anche a quella per la rintracciabilità di filiera (Uni 10939:2001). Infine, le aziende che si presentano sul mercato europeo devono adottare  alcune certificazioni internazionali: EurepGap,  protocollo basato sulle buone pratiche agricole; Brc (British retail consortium) e Ifs (International food standard).

 

 

 
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