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Sicilia, tutti in campo per rilanciare la mandorla
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Nasce il coordinamento di filiera. Bufardeci: «Così saremo più competitivi»
     
PALERMO (9 luglio 2010) - È stato costituito il Coordinamento regionale delle aziende siciliane della filiera mandorlicola. Il coordinamento nasce per iniziativa del Consorzio della Mandorla di Avola e dell’Associazione mandorla di Agrigento, con il patrocinio dell’assessorato regionale delle Risorse agricole e alimentari. Nella prima riunione che si è svolta a Caltanissetta, è stato nominato portavoce del coordinamento il direttore del consorzio della mandorla di Avola, Corrado Bellia. È la prima volta nella storia della mandorlicoltura siciliana che si punta a raggruppare le aziende che fanno capo a questo settore, che coinvolge migliaia di addetti, tra produttori agricoli, aziende di lavorazione, trasformatori, pasticcerie,
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industrie dolciarie e di semilavorati. «La costituzione del coordinamento è una scelta obbligata – sottolinea Bellia – per salvare una delle risorse agricole siciliane più aggredite dalla concorrenza straniera, che nel giro di due decenni, con prodotti di scarsa qualità, ha di fatto dimezzato la superficie mandorlicola dell’Isola». All’incontro era presente anche il responsabile della Rete regionale della frutta secca, Ignazio Vassallo. «Il paradosso – ammette – è che questo avviene mentre il consumo mondiale della mandorla è in costante crescita, specie nei Paesi emergenti come la Cina e l’India, verso cui gli Usa puntano come mercati ancora da conquistare». Convinto che la strada intrapresa sia quella necessaria per uscire dalla crisi del settore anche l’assessore alle Risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci. «La scelta di riunire tutti gli operatori del settore – spiega – va nella direzione giusta, perché accresce la competitività del settore e crea le premesse per una politica di sostegno a una produzione di eccellenza che contraddistingue i nostri territori e il nostro paniere agroalimentare». Il mandorlo rappresenta in molte realtà un vero e proprio presidio di tutela ambientale e del paesaggio in aree non destinabili ad altre coltivazioni. Nonostante le massicce estirpazioni degli ultimi vent’anni, secondo i dati ufficiali, la coltivazione del mandorlo in Sicilia copre ancora 48 mila ettari di territorio, con una produzione di circa 600.000 quintali e una produzione lorda vendibile di 100 milioni di euro. Un valore che si è dimezzato nell’ultimo biennio a causa del crollo dei prezzi. «Puntare a difendere e a rilanciare la mandorlicoltura siciliana non è una battaglia romantica – precisa Bufardeci – ma una scelta fortemente motivata dal punto di vista economico. Non solo per il valore della produzione lorda vendibile ma anche per il valore economico della produzione dolciaria siciliana e per il considerevole numero degli addetti coinvolti». Tra le iniziative che saranno portate avanti dal coordinamento è annunciata la stipula di accordi di filiera con le aziende dolciarie siciliane e l’istituzione di un marchio del “Dolce tipico siciliano” per i prodotti realizzati con materie prime dell’Isola, a partire ovviamente dalla mandorla.

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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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