E questo nonostante il consumo di frutta e ortaggi freschi nello stesso periodo sia diminuito del 22%. Gli acquisti si riferiscono prevalentemente agli ortaggi, ma anche la frutta si fa strada nelle scelte dei consumatori, tanto da far registrare una crescita a due cifre sia in valore sia in volume. Da sottolineare, inoltre, la progressiva personalizzazione dell’offerta, con una maggiore presenza sugli scaffali di prodotti monodose per single e formati di dimensione ridotta per i moderni nuclei familiari sempre più ristretti.
Un mercato che offre dunque buone potenzialità e che potrebbe aprire nuovi sbocchi per le aziende ortofrutticole, ma che al contempo necessita di una efficace organizzazione delle imprese e di una forte spinta all’innovazione e alla diversificazione. A tal proposito, in Sicilia sono tante le forze scese in campo a fianco dei produttori per sostenerli in questa nuova sfida del mercato. In primis l’assessorato regionale Agricoltura, che ha deciso di finanziare un progetto di ricerca per individuare i parametri di produzione e di trasformazione in grado di garantire la qualità e la sicurezza della frutta di quarta gamma prodotta in Sicilia. La ricerca risponde alle maggiori difficoltà di lavorazione della frutta rispetto agli ortaggi, legata alla deperibilità della materia prima e all’alto costo nel momento in cui risulta idonea alla trasformazione, che ne hanno limitato lo sviluppo. Tra gli obiettivi del progetto: la definizione del protocollo di produzione per formulare uno o più mix di frutta siciliana adatti alla quarta gamma, l’individuazione di linee guida e parametri di sicurezza su cui basare le azioni di verifica e controllo di prodotto e di processo e, da ultimo, l’analisi dei parametri sensoriali. E non è tutto. Diverse sono infatti le iniziative volte a favorire il trasferimento delle innovazioni alle aziende, a partire dalle pubblicazioni divulgative, come quella recentemente pubblicata dal Parco scientifico e tecnologico della Sicilia, sulle migliori tecniche di lavorazione e confezionamento, ma anche di coltivazione della materia prima, dei prodotti di quarta gamma per arrivare alla realizzazione di impianti pilota all’avanguardia come quello del Consorzio Certa a Catania.
L’investimento pubblico in ricerca e innovazione è un dato di fatto. Spetta alle aziende decidere se scommettere su questo business, approfittando anche del sostegno economico loro offerto da alcune misure del Piano di sviluppo rurale 2007-2013.
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