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Lombardia, task force contro il tarlo asiatico

 

Il parassita, innocuo per l’uomo, ha già colpito 6000 piante

 
   

MILANO (2 luglio 2008) - Si chiama Anoplophora Chinensis, o tarlo asiatico. È un coleottero che si nutre di alberi ed arbusti ed è arrivato in Italia dall’Asia (la prima cattura risale al 1997, in provincia di Milano). Il problema è che divora le latifoglie ed è dotato di un robusto appetito, tanto che l’unico rimedio per impedire che attacchi altri alberi è abbattere la pianta attaccata. Si tratta di «un parassita assolutamente innocuo per l’uomo che rischia però di recare seri danni all’ambiente», spiega l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Luca Ferrazzi, illustrando il piano straordinario elaborato da Regione Lombardia e da Ersaf ( Ente regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) per monitorare,

Tarlo asiatico
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prevenire e fronteggiare i pericoli causati dal tarlo asiatico. La larva, che cresce nel legno, può raggiungere i 5,5 cm di lunghezza. L’adulto, con le elitre nere chiazzate di bianco e lunghe antenne, raggiunge i 3,5 cm (la femmina, il maschio i 2,5 cm). Pur isolata e contenuta, l’Anoplophora è riuscita a provocare danni rilevanti al patrimonio arboreo regionale. Questo parassita, infatti, depone le uova all’interno di un albero sano, le cui larve iniziano a nutrirsi scavando profonde gallerie all’interno del legno, compromettendo l’integrità della pianta. A oggi l’unico rimedio conosciuto per evitare una diffusione incontrollata dell’insetto prevede l’abbattimento della pianta, la distruzione dell’intero apparato radicale e l’incenerimento del legname (altrimenti l’Anoplophora riuscirebbe comunque a completare il suo ciclo vitale). «Sono in corso – aggiunge Ferrazzi – importanti studi finanziati da Regione Lombardia e coordinati dall’Istituto di Entomologia Agraria dell’Università di Milano e dalla Fondazione Minoprio, volti a verificare l’efficacia dell’utilizzo di mezzi di tipo chimico o biologico; purtroppo, però, in questo momento non esistono sufficienti garanzie per porre tali metodi come alternativi all’abbattimento della pianta». Ad oggi l’Anoplophora in Lombardia ha colpito circa 6.000 piante, delle quali 3.500 già abbattute. «La presenza del coleottero – prosegue l’assessore Ferrazzi – è stata accertata nelle province di Milano, Varese e Brescia. E proprio per questo, in stretta collaborazione con Ersaf,  abbiamo deciso di porre in essere un piano complessivo regionale che da qui al 2010 prevede uno stanziamento da otto milioni di euro. È partita anche una campagna di informazione con lo scopo di coinvolgere i cittadini lombardi al fine di conoscere la reale diffusione dell’insetto nel nostro territorio».

 

 

 
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